Non è la prima volta che vi presentiamo un’iniziativa come segno dei tempi. E forse l’espressione non è particolarmente fantasiosa. Ma il fatto che Nike produca uno hijab sarebbe difficile da presentare in qualsiasi altro modo.
Lo hijab è il tradizionale velo con cui, secondo la giurisprudenza islamica, le donne devono coprire il volto in presenza di maschi adulti e che non siano componenti della famiglia.

Zahra Lari (classe 1995) è di Abu Dhabi e rappresenta gli Emirati Arabi Uniti nel pattinaggio artistico. La madre Roquiya Cochran è statunitense della Carolina del Nord, ha conosciuto Fadhel all’Università e si è convertita all’Islam per poterlo sposare.
Zahra è l’unica pattinatrice del circuito a gareggiare indossando lo hijab e Roquiya è la sua manager. Babbo Fahdel ha aperto la prima società di pattinaggio degli Emirati Arabi.

Zahra, che è studentessa di salute e sicurezza ambientale all’Università di Abu Dhabi, si è innamorata del pattinaggio dopo aver visto il film Disney The Ice Princess.
“Se insegui ciò che ami, niente potrà fermarti” è la sua filosofia di vita.
In effetti, quando si presentò per la prima volta in gara con lo hijab (2012 a Canazei, per la cronaca) venne addirittura penalizzata per aver violato il codice di abbigliamento. La prese bene: “I giudici non avevano mai visto nessuna gareggiare con lo hijab”.

Pur non essendo riuscita a qualificarsi per le Olimpiadi, Zahra Lari è riuscita a cambiare le regole. Può gareggiare con lo hijab.
Come detto, è anche diventata testimonial Nike per un prodotto chiamato pro hijab, fatto di tessuto leggero ed elastico e dotato di piccoli fori che consentono la respirazione. Sarà in commercio con il nuovo anno in 3 colori: nero, grigio e ossidiana.
“Il nostro scopo è supportare le donne che sono i pionieri di oggi e ispirare quelle che ancora soffrono limitazioni” ha scritto l’azienda sul suo sito.

“Avevo provato diversi tipi di hijab per lo sport in passato, ma non andavano mai bene, era una vera sfida” ha dichiarato Zahra, che ha contribuito a sviluppare il prodotto, a Vogue “Lo hijab sportivo ideale deve essere leggero, traspirante e stabile. Mi muovo molto velocemente sul ghiaccio e non posso usare le mie mani per sistemarlo”.
Zahra ha avuto parole di apprezzamento nei confronti di Nike: “Vedere una grande azienda come Nike fare qualcosa per le atlete musulmane è come un sogno che diventa realtà quando non avevi mai pensato che potesse realizzarsi”.

Zahra Lari è la prima pattinatrice a gareggiare con lo hijab, ma non la prima atleta. In precedenza lo avevano fatto la velocista Ruqaya al Ghasara (Bahrein; la prima in assoluto) e la sciabolatrice Ibtihaj Muhammad (USA). Quest’anno la Federazione Internazionale Basket (FIBA) ha tolto il divieto a giocare con il velo.

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