Wojtek Czyz è nato nel 1980 a Wodzislaw Slaski in Polonia. Nel 2001 aspirava a diventare un calciatore professionista. Mentre giocava per il Fortuna di Colonia (al momento nella Serie C tedesca, allora nei campionati regionali) ha subito un gravissimo infortunio. Travolto dal portiere avversario, ha subito una frattura multipla al ginocchio.

La gravità dell’infortunio è stata sottovalutata, tanto da provocare a Czyz la cosiddetta sindrome compartimentale. Questa patologia si manifesta quando l’eccessiva pressione in un compartimento fasciale (insieme di muscoli, ossa, tendini in una parte del corpo) finisce con il ridurre l’afflusso di sangue.
Le conseguenze per Wojtek sono state terribili: ha subito l’amputazione transfemorale della gamba sinistra.
Racconta oggi alla Gazzetta dello Sport Czyz: “Dopo l’incidente la mia vita era finita e non avevo nessuna motivazione per guardare avanti”.

Per fortuna, la vita di Wojtek non è finita.
La motivazione l’ha trovata nell’atletica paralimpica. Appena 11 mesi dopo l’amputazione, Czyz stabiliva infatti il record tedesco per il salto in lungo nella categoria per le persone amputate sopra il ginocchio.

Da quel momento, la sua carriera di atleta paralimpico è stata un successo continuo. Nel suo palmares Wojtek annovera 4 medaglie d’oro Olimpiche (salto in lungo, 100 e 200 metri ad Atene; salto in lungo a Pechino) e 3 medaglie d’oro ai Mondiali di Assen del 2006 (salto in lungo, 100 e 200 metri).

Ora Czyz è però impegnato in un’altra sfida. Il 27 e 28 aprile a Tahiti (Polinesia Francese) cercherà di battere i record mondiali di apnea dinamica (una volta sott’acqua, coprire la massima distanza possibile in orizzontale) e in assetto costante (arrivare alla massima profondità possibile senza mutare mai assetto).

Durante la preparazione Czyz non intende lasciar nulla di intentato. Al suo tentativo collabora infatti nientemeno che Herbert Nitsch, l’apneista austriaco che ha detenuto il record mondiale in ciascuna delle 8 discipline in cui è suddiviso questo sport.
Anche sui materiali è stato fatto un grande lavoro. Con Wojtek hanno collaborato l’apneista italiano pluridecorato Umberto Pellizzari e la ditta OmerSub.
Ha detto Czyz alla Gazzetta dello Sport: “La collaborazione con OmerSub mi ha permesso di avere materiale di altissima qualità e confezionato specificatamente per le mie esigenze. L’azienda mi ha confezionato una muta disegnata per il mio corpo e per il mio lato amputato”.
Wojtek potrà ovviamente utilizzare una sola pinna. Precisa l’atleta: “Sarà in carbonio e verrà utilizzata sia per l’apnea in assetto dinamico che per l’apnea costante”.

Wojtek ha a fianco anche la moglie Elena Brambilla, che di preparazione atletica se ne intende. Nel 2014 si era infatti laureata Campionessa Italiana di salto in alto con la misura di 1.84.
La coppia sta girando il mondo a bordo di un catamarano per portare avanti la mission della loro associazione Sailing4Handicaps. Si tratta di una no profit nata allo scopo di consentire alle persone amputate alle gambe nei Paesi poveri di ottenere protesi che non potrebbero permettersi.

Wojtek Czyz e la moglie Elena
Elena Brambilla e Wojtek Czyz sul catamarano Imagine

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