Esther Meisels ha accusato Patrick Van Gamsen

Quando 6 cicliste di 6 Nazioni diverse si sono sentite proporre di vivere assieme in una grande casa a Ekeren, Belgio, hanno pensato di aver risolto molti problemi. Il loro club, la Health Mate-Cyclelive, non pagava stipendi particolarmente buoni e il benefit sembrava un aiuto fondamentale. C’era però un problema: nello stesso appartamento viveva il manager Patrick Van Gamsen.

“Da subito si mostrò troppo espansivo” ha raccontato la ciclista israeliana Esther Meisels, 24 anni “Cercava di abbracciarci o baciarci, girava in mutande, faceva commenti sul nostro corpo. Per evitarlo, sono arrivata a chiudermi in camera tutto il giorno”.

Un primo piano di Esther Meisels

La denuncia di Meisels ha trovato conferma nelle parole di altre 10 cicliste, che hanno chiesto di rimanere anonime. Soprattutto, ha trovato manforte in una inchiesta della rivista on line Rouleur. La giornalista Orla Chennaoui ha infatti raccolto la testimonianza di una ciclista statunitense alla sua prima esperienza europea. La ragazza, che all’epoca dei fatti era minorenne, ha raccontato di veri e propri abusi subiti da un massagiatore.

Il massaggiatore, di cui non è stato fatto il nome, è stato allontanato. Van Gamsen ha invece negato ogni accusa.
Questo non ha però fermato il momento #MeToo del ciclismo femminile. Le atlete sotto contratto con la squadra olandese SunWeb hanno infatti preparato un vero e proprio decalogo.

Testimonial dell’iniziativa è la canadese Leah Kirchmann, Campionessa del Mondo 2017: “La Sunweb vuole dimostrare che quello degli abusi è un argomento importante, sul quale fare luce. Il primo scopo di un’attività di prevenzione è evitare che cose del genere possano accadere all’interno del nostro team. La cosa è subito chiara anche ai nuovi membri dello staff. Mostriamo questo documento e le nostre aspettative sono subito chiare”.

Un caso Van Gamsen nella SunWeb non potrebbe insomma nascere. Aggiunge Kirchmann: “Vogliamo definire cosa possa essere considerato molestia, creare consapevolezza e delle linee guida chiare su come lo staff deve comportarsi”.
Si comincia dalle basi: “Ci sono alcuni comportamenti che ci si aspetta quando ci cambiamo sul pullman oppure quando ci fermiamo per fare un bisogno durante la corsa”.

Dopo il caso Van Gamsen, la squadra olandese SunWeb ha creato un decalogo anti molestie
Leah Kirchmann

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