Nike è all’avanguardia, sia come produttore di articoli per lo sport (a iniziare, ovviamente, dalle calzature) sia come linee guida di vita aziendale. O forse, non così tanto come si crede. La multinazionale, ad esempio, non sembra immune dal problema delle molestie sul luogo di lavoro. A farne le spese è stato uno dei top manager: Trevor Edwards (classe 1962; foto di copertina), responsabile del brand e primo candidato alla successione del CEO Mark Parker.

Edwards si è improvvisamente dimesso dal suo ruolo e ha annunciato che ad agosto andrà in pensione. Considerato che ogni anno incassava un assegno da 5 milioni di dollari, la fretta è parsa eccessiva e forse anche sospetta. Fatto sta che le dimissioni sono arrivate subito dopo che tutti i dipendenti Nike avevano ricevuto una lettera nella quale si leggeva che “ci sono stati comportamenti non congrui con i valori di Nike e contro il nostro codice di comportamento”.

Quali comportamenti siano, non è chiaro. Anche se pare intuibile che il riferimento sia ad atteggiamenti inadeguati tenuti da uomini nei confronti di donne.
Il New York Times riporta comunque che il nome di Edwards non si trova da nessuna parte, nella lettera.
Alla missiva ha fatto seguito una comunicazione di Mark Parker in persona, che è stata riportata in parte dalla rivista Fast Company e che il New York Times ha apostrofato come “vaga”. Parker, che annuncia che Edwards sarà suo consigliere personale fino alla pensione, pone l’accento sulla necessità di “un salto di qualità sulla cultura aziendale”.

Dopo Edwards, la rivoluzione?

Deve aver preso sul serio i segnali Monique Matheson, la responsabile delle risorse umane. Secondo la dirigente, Nike deve arrivare ad avere “più donne e persone di colore nei ruoli di leadership“.
Matheson, a questo proposito, ha preannunciato il lancio di programmi di training specifici e ha spiegato che Nike investirà in un team di diversity sourcing.

Rappresenta dunque un caso abbastanza isolato nell’organizzazione aziendale la figura di Angela Dong, Vice Presidente e General Manager di Nike Greater China.

Sul sito vi avevamo presentato alcune iniziative di Nike che è lecito definire rivoluzionarie: il lancio sul mercato di una hijab apposta per sportive e una app che aiuta a fare della corsa una mindful run.

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