Il mondo dello sport piange la morte di Kobe Bryant

L’incidente che è costato la vita a Kobe Bryant rappresenta una vera e propria tragedia. Se ne va un uomo di soli 41 anni. Una stella del basket e un vero e proprio mito dello sport. Con lui sono morte altre 8 persone, inclusa la figlia tredicenne Gianna.

La vicenda ha suscitato infinita commozione negli USA. Sotto trovate un video con il ricordo di Jimmy Fallon, il comico che conduce il celebre Late Night Show che fu di David Letterman.

Mentre il resto del mondo piange, in Italia si trova la maniera di fare polemica. Sui social media diversi tifosi si sono scatenati contro i giornali sportivi, rei di non aver dato risalto alla tragedia in prima pagina.

Un’altra polemica è sorta quando si è sparsa la voce che la Lega Calcio avrebbe impedito al Milan, di cui Bryant era tifoso, di osservare un minuto di silenzio nella gara di Coppa Italia contro il Torino. La polemica è finita quando il Milan ha annunciato via Twitter che osserverà il minuto di silenzio e i giocatori porteranno il lutto al braccio.

Il Torino si è unito nella commemorazione.

Polemiche non sono mancate negli Stati Uniti. Il Washington Post ha sospeso la giornalista Felicia Sonmez, che aveva postato sui suoi profili social un link a un articolo che parlava delle accuse di violenza sessuale dalle quali Bryant, alla fine risultato innocente, si era dovuto difendere nel 2003.
Dopo aver ricevuto minacce di morte, la Sonmez ha comunque cancellato il post.

La carriera di Kobe Bryant (19962016) è stata da sogno. Ha giocato sempre e solo per i Los Angeles Lakers, con i quali ha vinto 5 titoli NBA. Ha giocato 18 volte l’All-Star Game e ha vinto con gli Stati Uniti 2 medaglie d’oro Olimpiche: a Pechino 2008 e Londra 2012.

Il Bryant giocatore in un video ESPN

Kobe Bryant (il nome di battesimo è un omaggio dei genitori alla famosa carne giapponese) ha frequentato le scuole elementari e le medie in Italia. Il padre Joe, ex giocatore NBA, aveva deciso di continuare a giocare nel campionato italiano.
Kobe Parlava un Italiano impeccabile, con un vago accento emiliano. A Reggio Emilia, ultima tappa della carriera di Jellybean Joe, Kobe legava alcuni dei più bei ricordi della sua infanzia.

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