Susie Goodall

Ha avuto un lieto fine la vicenda di Susie Goodall, la velista britannica che era stata data per dispersa mercoledì 5 dicembre durante la Golden Globe Race.

La barca di Goodall, il monoscafo di 36 piedi (circa 10 metri) Starlight, si è ribaltata a ovest di Capo Horn a causa di una tempesta. Nell’incidente lo Starlight ha perso l’albero. Goodall ha perso per qualche tempo i sensi, ma una volta rinvenuta è riuscita a lanciare l’SOS.

La direzione di corsa della Golden Globe Race, costantemente in contatto con Susie, ha allertato le autorità marittime del Paese più vicino: il Cile. Alla chiamata ha risposto il cargo di Hong Kong Tian Fu (190 metri e oltre 26.000 tonnellate di stazza; era partito dalla Cina ed era diretto in Argentina) l’ha recuperata dopo 48 ore alla deriva nelle acque fredde del Pacifico.

Goodall, nata nel 1989 in Cornovaglia, pratica la vela da quando ha memoria e non è nuova alle traversate in solitaria. Le sue imprese sono sponsorizzate dallo spedizioniere internazionale DHL. Era l’unica donna tra i 22 skipper in gara.

Una volta soccorsa, non era convinta di dover abbandonare lo Starlight. Poi, visto che le condizioni meteo non miglioravano, si è rassegnata.
E’ stata lei stessa a dare la notizia del suo salvataggio via Twitter.

Il fondatore della Golden Globe Race Don McIntyre ha dichiarato alla BBC: “Chi partecipa alla gara controlla il proprio destino. Il Capitano della barca sa che, in ogni momento, può tornare in porto e rinunciare”.

La Golden Globe Race trae ispirazione dall’impresa di Francis Chichester, che nell’agosto del 1966 salpò dall’Inghilterra alla volta dell’Australia e 274 giorni dopo (226 di navigazione più una sosta a Sydney) ritornò. Chichester trovò ad attenderlo la Regina Elisabetta, che lo nominò Cavaliere.
Il Sunday Times ebbe l’idea di varare la competizione.

Alla prima edizione della Golden Globe Race (1968) parteciparono 9 naviganti. Solo uno arrivò alla fine: Robin Knox Johnston. L’impresa è raccontata nel libro A World of My Own (Il Mio Mondo).
Sir Johnston è stato incaricato dagli organizzatori di condurre un’indagine sull’incidente occorso a Goodall.

Durante la storica prima edizione nacque il mito del francese Bernard Moitessier che, giunto a Tahiti, comunicò di voler a quel punto “abbandonare la civiltà”. Anche la sua esperienza è narrata in un libro: The Long Way (La lunga Rotta).
Donald Crowhurst, invece, venne scoperto a girare a vuoto per l’Oceano Atlantico, mentre trasmetteva false posizioni agli organizzatori. La sua storia è raccontata nel film The Mercy (Il Mistero di Donald C; è uscito in Italia ad aprile) di James March, nel quale Crowhurst è interpretato da Colin Firth.

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