Simone Barlaam

Il nuoto paralimpico ha il suo Phelps ed è Italiano. Si chiama Simone Barlaam e compirà 20 anni il prossimo 12 luglio. Ha vinto 7 titoli mondiali e detiene il record del mondo nei 50, nei 100 stile libero e nei 100 dorso della categoria S9.

Nelle categorie del nuoto paralimpico la lettera S indica “stroke” (ovvero stile libero, farfalla e dorso) e la lettera 9 idenfifica i nuotatori con grave debolezza a una gamba, quelli amputati a una gamba o quelli con lievissimi problemi di coordinazione.

Simone Barlaam è nato con una malformazione al femore, peggiorata da una frattura in utero dovuta a una manovra per cambiare la posizione al feto ed evitare il parto cesareo.

“Penso al bambino che camminava con difficoltà e a ogni passo rischiava di rompersi tutte le ossa della gamba” ha detto recentemente Simone durante un’intervista.

Simone Barlaam deve il cognome inusuale a un lontano avo di origine greco bizantina. La sua è una famiglia di sportivi. Il nonno materno praticava lo sci di fondo, il padre si sta preparando per partecipare al suo quinto Ironman.

Lo paragonano a Phelps per la sua impressionante apertura alare, che arriva a 2.07 metri.
Barlaam ritiene il paragone un onore, ma non è del tutto convinto che sia corretto differenziale gli atleti paralimpici.
“In Australia, più in generale nel mondo anglosassone, gli eventi paralimpici sono seguiti con la stessa attenzione di quelli dei normodotati…in Italia prevale ancora l’aspetto pietoso e solo in un secondo tempo si pensa al risultato”.

Uno dei record di Simone Barlaam

 

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