Lo sci d'erba è stato introdotto in Italia negli anni '70

La Federazione Italiana Sport Invernali (FISI) ha una sezione dedicata allo sci d’erba. Ovviamente, nonostante l’affiliazione, le gare di questa disciplina si svolgono in estate.

Lo sci d’erba nasce in Germania negli anni ’60 del secolo scorso, mettendo in pratica studi teorici iniziati in Austria alla fine del 1800.

La disciplina arriva in Italia una decina di anni dopo, inizialmente in Alto Adige. Diventa sport FISI a partire dagli anni ’80.

Lo sci d’erba viene visto inizialmente come un’appendice dello sci alpino, ma ben presto si capisce che al concetto classico di scivolamento va sostituito sull’erba quello di rullata condotta.

Lo sci d’erba si pratica infatti con un pattino cingolato (o microcingolo) detto RollKa. Il termine deriva dal verbo tedesco Rollen (rotolare) e dal nome dell’ingegnere che realizzò l’attrezzo (Kaiser).

Lo sport si pratica in un cosiddetto Centro Sci d’Erba che ha ottenuto l’omologazione della Commissione competente della FISI. La discesa non deve essere troppo stretta e ripida, ma nemmeno troppo lunga e pianeggiante.

Le squadre che praticano lo sci d’erba a livello agonistico in Italia sono poco più di una decina. Edoardo Frau, di Asiago ma residente ad Aosta, è l’atleta italiano più conosciuto.

L’attività amatoriale è invece adatta a tutti. Le scuole per imparare sono molteplici. La disciplina è principalmente diffusa al nord e , ma ci sono scuole anche in Abruzzo e Umbria.

La Federazione Internazionale (FIS) ha deciso di cancellare per questa stagione 2020 la Coppa del Mondo. Erano previste 6 tappe per un totale di 14 competizioni

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