Alberto Salazar

Alberto Salazar, a capo del progetto Oregon di Nike, è stato squalificato per aver “orchestrato e facilitato” l’uso di sostanze proibite. Salazar rimarrà fermo 4 anni e la stessa pena è stata inflitta a Jeffrey Brown, un medico coinvolto nel progetto.

Il progetto Oregon era nato nel 2001 nella città di Beaverton al fine di sviluppare atleti americani nelle corse di lunga distanza.

Salazar, classe 1958, è nato a L’Avana (Cuba). Da atleta ha vinto per 3 volte consecutive (1980, 1981, 1982) la Maratona di New York. Essendo amico personale del fondatore di Nike Phil Knight, lo aveva convinto che il progetto avrebbe interrotto il dominio di Kenyoti ed Etiopi nelle gare di fondo.

Il CEO di Nike Mark Parker ha reagito chiudendo il progetto, ma assicurando che Nike avrebbe supportato l’appello presentato da Salazar, un tecnico che “ha sempre agito in buona fede”.

L’Agenzia Antidoping degli Stati Uniti (USADA) ha comminato le squalifiche dopo un’indagine durata ben 6 anni.

Il progetto Oregon ha prodotto il britannico Mo Farah, Campione Olimpico nei 5.000 e 10.000 metri sia nel 2012 che nel 2016. Farah ha però lasciato Oregon nel 2017.
Sempre con il progetto di Salazar sono cresciuti Sifan Hassan (Olanda), che ha vinto i 1.500 e i 10.000 femminili al Mondiale di Doha, e Donovan Brazier, che ha vinto l’oro Mondiale negli 800 maschili.

Nike ha annunciato che Mark Parker verrà rimpiazzato come CEO da John Donahoe a partire dal 2020. Parker resterà a disposizione di Donahoe e dello staff dirigenziale, continuando a dirigere il Consiglio d’Amministrazione.

Intervistato dalla rete CNBC, Mark Parker ha dichiarato che la decisione “non ha nulla a che vedere con il caso Oregon”.

L’intervista a Mark Parker

La foto di copertina è di Thomas Boyd-Oregonlive.com

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