russia hockey su ghiaccio

L’Esecutivo della WADA (World Anti Doping Agency; l’Agenzia Mondiale Antidoping) si riunisce in settimana alle Seychelles. Al di là dei complimenti per la scelta della location, ci rivolgiamo ai componenti dell’Esecutivo perché prendano una decisione ragionata. Dovranno infatti valutare se Rusada, l’Autorità per l’anti doping in Russia, debba tornare a essere operativa.

Rimettere in pista Rusada significa affermare che dalla Russia possono uscire test anti doping affidabili.
Il lavoro di Rusada non era stato ritenuto affidabile nel novembre del 2015, quando esplose il caso del Doping di Stato. Nel febbraio di quest’anno gli atleti russi non hanno potuto gareggiare sotto la bandiera nazionale ai Giochi Olimpici Invernali. Nella foto di copertina vedete la squadra vincitrice dell’oro nell’hockey su ghiaccio.

Come è noto, la Russia non ha mai pienamente accettato i risultati del rapporto Mc Laren sul Doping di Stato. Anzi, il Cremlino ha bollato l’indagine come “parte di un complotto occidentale contro la Russia”.
Visto che non è mai stata fatta una dichiarazione ufficiale che smentisse la teoria del complotto, perché mai la WADA dovrebbe fare marcia indietro?

“Una vera leadership è flessibile” è la motivazione ufficiale dell’Agenzia.
Ma secondo la stampa internazionale, è molto probabile che questo desiderio flessibilità sia improvvisamente sbocciato come conseguenza di un imprevisto. Un cosiddetto leak ha portato alla rivelazione del contenuto di uno scambio di e-mail tra il Presidente WADA Craig Reedie, il suo Direttore Generale Olivier Niggli e il Ministro dello Sport russo Pavel Kolobkov. Dalle e-mail appare evidente la ricerca di un compromesso per superare lo scandalo, senza che nessuna delle parti abbia effettivamente accettato la tesi dell’altra.

Caso Russia: sarà scontro al WADA?

Contro la riammissione di Rusada si sono espressi pubblicamente le Agenzie antidoping di Stati Uniti e Regno Unito, oltre a diversi gruppi di atleti. La Vice Presidente WADA Linda Helleland ha a sua volta dichiarato pubblicamente che voterà contro, durante la riunione dell’Esecutivo.

Il caso Russia rischia, insomma, di diventare teatro di un regolamento di conti interno al WADA. Il nostro augurio è che si tenga anche conto del bene dello sport più in generale.

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