La Sampdoria ha dato impulso al Progetto Uganda

La Sampdoria non sta certo vivendo il momento migliore della sua storia recente nel calcio italiano. Comunque, la società ha motivi per andare orgogliosa al di là dei risultati della prima squadra. Uno di questi è il Progetto Uganda.

All’interno del villaggio della Federazione (FIGC), installato al Festival dello Sport di Trento, la squadra Under 15 della Sampdoria ha affrontato una selezione di coetanei trentini. Parecchi di questi aspiranti calciatori erano ragazzi rifugiati. Sono stati accolti in Trentino Alto Adige nell’ambito del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR).

Il Progetto Uganda è promosso da ACAV Trento e dall’Ambasciata d’Italia a Kampala.

ACAV è una Organizzazione Non Governativa (ONG) che opera in Africa dal 1985. Il progetto è stato sviluppato con la collaborazione con il Direttore Marketing della Sampdoria Marco Caroli.

Alla presentazione sono intervenuti il Presidente del CONI Giovanni Malagò e il suo pari grado del Comitato Olimpico dell’Uganda William Frederick Blick.
Malagò ha garantito un sostegno concreto al Progetto Uganda, tramite fondi del CONI e del Comitato Olimpico Internazionale (CIO).

Elisabetta Bozzarelli, Direttrice di ACAV, ha tenuto a sottolineare come progetti del genere siano necessari per migliorare la coesione sociale. Lo scopo del Progetto Uganda è in effetti quello di favorire condizioni di normalità per i giovani che vivono nei campi profughi e nelle comunità di accoglienza.

Il Progetto Uganda ha anche un hashtag per i social media: #scoretogether.

Per concludere questa riflessione sul Progetto Uganda, citiamo l’interessante slogan che campeggia sul sito di ACAV: “Aiutaci a casa loro”.

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