Nel pattinaggio di velocità l’olandese Jan Blokhuijsen (classe 1989) è un vincente. Dopo un bronzo a squadre (inseguimento) a Vancouver 2010, un oro a squadre (inseguimento) e un argento individuale (5000 metri) a Sochi 2014, Jan è andato a medaglia (inseguimento a squadre, bronzo) per la terza Olimpiade consecutiva a Pyeong Chang.
Se la cava meno bene nelle conferenze stampa. Specie quando gli viene in mente di parlare del consumo di carne di cane.

Come da regolamento, Blokhuijsen, assieme ai suoi 2 compagni di gara, ha incontrato i giornalisti dopo aver conquistato la sua ennesima medaglia. La conferenza stampa non è andata tanto bene. E visto che nessun giornalista faceva domande, il pattinatore ha pensato di riempire il vuoto così: “Per favore, trattate meglio i cani”.
La cosa ha destato sensazione in un paese nel quale uno dei piatti tradizionali il Boshintang, una zuppa di carne di cane. In Corea esiste anche un tonico medicinale a base di carne di cane: il Soju.

Il Korea Times riporta che dichiarazioni di Blokhuijsen sono state condannate con fermezza sui social media coreani. C’è chi chiede l’intervento del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), chi del Governo coreano. Secondo quasi tutti l’olandese si è dimostrato “razzista” e “ignorante degli usi di un altro popolo”.
Commenta sul quotidiano di lingua inglese il giornalista Jung Min-ho: “Il consumo di carne di cane in Corea non è ai livelli di una volta. Specialmente i giovani rifiutano di consumare carne di cane. Per molti però resta una prelibatezza”.
Commenta un lettore: “La carne di cane è quella che mangiavamo quando eravamo poveri, non scordiamolo”.

A favore e contro il consumo di carne di cane

Il Korea Times fa notare che nel Paese è in corso un dibattito, a volte aspro, tra le associazioni animaliste e chi difende il consumo di carne di cane, sostenendo che non c’è alcuna differenza con il consumo di carne di bovino o di maiale. Uno degli argomenti di chi difende il consumo di carne di cane è che gli animali macellati vengono da allevamenti. In particolare, sono cresciuti per la carne i Nureongi, una razza tipicamente coreana.
Gli animalisti però sostengono che ci sono persone disposte a pagare cifre altissime per piatti a base di carne di Labrador o San Bernardo.

Prima delle Olimpiadi la Lega Nazionale per la difesa del cane si era rivolta al CONI e agli atleti azzurri per esprimersi contro questa pratica. Ma non si hanno notizie di interventi della nostra delegazione sull’argomento.

Dopo che nemmeno il suo Commissario Tecnico Bijl lo aveva sostenuto (“i nostri atleti sono tenuti a rispettare la cultura locale”), Jan Blokhuijsen ha deciso comunque di rettificare il tiro: “Mi voglio scusare con tutti i Coreani” ha scritto sul suo profilo Twitter “Non avevo intenzione di offendere il Paese e i suoi cittadini. Tengo molto ai diritti degli animali e spero di contribuire a fare del mondo un posto migliore, per noi e glio animali. Mi sto divertendo molto ai Giochi e voglio ringraziarvi per l’ospitalità”.

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