I prodotti Nike saranno solo nei company stores e online?

Nike si prepara a una mossa strategica che certamente farà discutere. Stando al Sunday Times, la multinazionale è pronta a chiudere il rapporto con i rivenditori indipendenti. La motivazione è ufficialmente legata a un modo di “gestire lo stock non più in linea con la strategia distributiva del gruppo”.

Motivazioni ufficiali a parte, non si può escludere che il vero obiettivo di Nike sia rinforzare il proprio e-commerce, aumentando di conseguenza i margini. Va però detto che i numeri messi assieme dal gruppo americano non giustificano questo tipo di necessità. I dati del trimestre che si è chiuso il 31 agosto parlano infatti di ricavi oltre le stime più ottimistiche (10.66 miliardi di dollari) e di profitti a 1.37 miliardi di dollari, con una crescita pari al 25%. Non a caso il Presidente Mark Parker ha parlato di “forte inizio dell’anno fiscale”.

Va però sottolineato che i ricavi sul mercato degli Stati Uniti e del Canada parlano di un fatturato in crescita, ma di un più normale 4%. A far esplodere la performance di Nike è il mercato cinese. Questo giustificherebbe già di più l’idea di non far più ricorso ai rivenditori indipendenti.

Alcuni degli accordi con i rivenditori indipendenti si chiuderebbero con il 2020, ma Nike sembra intenzionata a fare comunque piazza pulita entro il 2021. Il Sunday Times cita, a supporto della notizia, una lettera che alcuni avrebbero già ricevuto.

Il timore per i rivenditori indipendenti riguarda soprattutto la possibilità che Adidas possa seguire le orme di Nike quanto prima.

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