Nike non risente della crisi dovuta al COVID-19

Si pensava che la chiusura di tanti punti vendita in Cina finisse con il diventare un problema per Nike. La multinazionale però sembra essere caduta in piedi nel momento perggiore della crisi dovuta all’epidemia di COVID-19.

“La crisi ci ha mostrato in effetti l’altro aspetto della crisi in Cina” ha detto il CEO John Donahoe.
Gli utili in Cina sono certamente calati nel primo trimestre del 2020, ma la perdita è relativamente modesta e si assesta sul 4%. In compenso, Nike ha ottenuto risultati impressionanti nelle vendite on line.

Il punto sui conti Nike al tempo della crisi (in Inglese)

Nike ha visto crescere di parecchio le vendite di materiale tradizionale online, ma ha ottenuto risultati stupefacenti con le app che permettono di allenarsi da soli a casa. L’aumento arriva addirittura all’80%.

Donahoe ha annunciato in video conferenza agli analisti di Wall Street che Nike si sta apprestando a riaprire la maggioranza dei suoi punti vendita in Cina.

Andrew Campion, il responsabile del settore finanziario della multinazionale, ha aggiunto che il secondo trimestre del 2020 dovrebbe avere numeri tutto sommato simili allo stesso periodo del 2019.
Va puntualizzato che il gruppo nel suo complesso, incluse anche le oscillazioni provenienti dalla Cina, nel primo trimestre del 2020 ha visto gli utili crescere di circa il 5%.

John Donahoe ha anche trovato il modo di lanciare qualche parola di speranza a Europa e Stati Uniti: “Cerco di essere prudente, perché il contagio non avviene necessariamente allo stesso modo nei vari Paesi, però sono convinto che per Europa e Stati Uniti il peggio sarà presto passato”.

La foto di copertina è di Bloomberg

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