Nike nel mirino della Signora delle Tasse Vestager

Nike non ha fatto in tempo a gioire per le vendite record che ha registrato in Europa, Medio Oriente e Africa: 2,25 miliardi di euro a trimestre. A gelare gli entusiasmi della multinazionale di ha pensato l’Unione Europea.
“Gli Stati membri dell’Unione non dovrebbero consentire alle aziende di creare complesse strutture che mirano a ridurre la parte imponibile dei profitti” ha detto Margrete Vestager, Commissario alla Concorrenza.

Margrete Vestager
Margrete Vestager

Margrete Vestager, Danese classe 1968, ha messo sotto accusa il sistema di tassazione che Nike ha concordato con il Governo del Paese in cui l’azienda statunitense ha creato la sua base operativa in Europa: l’Olanda.

In Olanda Nike Europa paga tasse su un margine operativo limitato. Le aziende che vendono prodotti Nike versano infatti una robusta royalty a 2 altre aziende del gruppo, che non sono tassabili. Non hanno infatti dipendenti e non svolgono attività economica.

La Commissione Europea dubita che l’importo delle royalty possa essere giudicato congruo da un Tribunale.
Nike risponde che il gruppo “rispetta la normativa fiscale olandese, così come fanno altre multinazionali”.
Il Governo Olandese abbozza: “Non è detto che l’indagine produca dei colpevoli”.

Finora Verstager ha obbligato Apple a pagare oltre 14.3 miliardi di euro in Irlanda per tasse eluse. Al momento, sotto tiro ci sono anche risparmi fiscali dubbi per FIAT (23.1 milioni), Amazon (282.7 milioni) ed Engie (azienda energetica Francese; 120 milioni).
L’unica indagine che si è conclusa in un nulla di fatto è quella su Mc Donald’s.

Sull’operato della UE, e in particolare di Vestager, prendiamo infine atto anche dell’opinione del Presidente degli USA Donald Trump: “La Signora della Tasse odia gli Stati Uniti”.

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