Naomi Osaka al servizio contro Serena Williams

Non capita tutti gli anni che agli Internazionali d’Italia di tennis siano in gara i numeri uno del ranking mondiale maschile e femminile. Ma se nel caso del tabellone maschile il numero uno Djokovic attrae meno pubblico del numero 2 (Nadal, comunque in gara) e soprattutto del numero 3 (Federer), la numero uno del tabellone femminile Naomi Osaka è un vero e proprio fenomeno mediatico. Tutto il mondo vuole vedere la ragazza che ha battuto Serena Williams, provocandole una crisi di nervi diventata virale sui social media.

Classe 1997, Osaka è una giapponese dai tratti somatici atipici. Suo padre, Leonard Maxime Francois, è originario di Haiti e si è trasferito a Sapporo in Giappone nel 1990. Lui e Tamaki Osaka, la mamma di Naomi, hanno tenuto segreta la loro relazione. Erano una delle pochissime coppie miste dell’intera città.

Quando Leonard e Tamaki hanno deciso di sposarsi, la ferma opposizione al matrimonio della famiglia di lei ha portato la coppia a Osaka. E in quella città sono nate Naomi e la sorella Mari.

Quando Naomi aveva 3 anni, il padre aveva raggiunto la convinzione che lei e Mari sarebbero diventate le nuove sorelle Williams. Trasferì quindi la famiglia negli Stati Uniti.
A Long Island, New York, le sorelle vissero un’infanzia di tennis e scuola.

“Ero una bambina triste” ha spiegato recentemente Naomi Osaka in un’intervista “Tutto quello che ricordo delle vacanze era che mi esercitavo a tennis”.

Dalla tristezza Naomi passerà velocemente all’ambizione.
Papà Leonard, intanto, si faceva i suoi conti. Pur essendo in possesso del doppio passaporto, le sue figlie sarebbero state tenniste giapponesi. Il perché non ha nulla a che fare con il patriottismo. Ma con il fatto che le aziende giapponesi sono pazze per il tennis e disponibili a investire fortune sugli atleti di primo piano.

Naomi Osaka è perfetta, come prodotto da vendere. Dice il suo agente Stuart Duguid (IMG): “In lei si fondono diverse culture, diverse nazionalità e persino diverse razze”.
Naomi, da parte sua, deve avere preso tutto dal babbo: “Ho una sola identità, quella di tennista di professione”.

Naomi gareggia pur sempre per il Giappone. Quindi, la possibilità di concorrere per una medaglia a Tokyo 2020 le sarà pur venuta in mente: “Per forza” ha risposto al Financial Times “I giornalisti giapponesi continuano a farmi domande sulla mia partecipazione alle Olimpiadi da 4 anni”.

In una cosa Naomi Osaka è sicuramente giapponese: l’umiltà.
“Sono la numero uno al mondo” ha dichiarato “Ma non potete certo considerarmi ancora una delle più grandi del tennis mondiale”.

Purtroppo l’avventura di Naomi agli Internazionali d’Italia è finita con un ritiro prima dei quarti di finale.
“Mi sono svegliata questa mattina e non riuscivo a muovere il pollice” ha detto ai giornalisti venerdì 17 maggio “Ho provato ad allenarmi, ho preso in mano la racchetta ma era impossibile scendere in campo. E’ strano, ieri stavo bene e non mi era mai capitato niente del genere. Dopo vedrò il dottore, non so ancora di cosa si tratti. Resta il fatto che sono davvero triste e delusa, ci tenevo molto a giocare qui a Roma, anche per ripagare un pubblico che mi ha sempre sostenuto”

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