Musa Juwara

“Una giornata così me la ricorderò tutta la vita”.
Parole e gol di Musa Juwara, calciatore originario del Gambia che ha segnato contro l’Inter, mettendo i presupposti per la clamorosa vittoria del Bologna a Milano.

Quello che è straordinario della giornata di domenica non è ovviamente il risultato. Le sorprese nello sport sono all’ordine del giorno. E nemmeno il fatto che abbia segnato un ragazzo giovanissimo. Lo straordinario arriva con la storia che Juwara si porta dietro.

Musa Juwara è nato il giorno di Santo Stefano del 2001. Il 10 giugno del 2016, a nemmeno 15 anni, la nave di una ONG tedesca lo ha salvato in mare e sbarcato in Sicilia. Sul modulo della Croce Rossa, Musa aveva scritto “no parents”. In Italia era arrivato dopo aver attraversato Senegal, Mali, Burkina Faso e Libia. E dopo aver deciso di attraversare il Mediterraneo in barca pur senza saper nuotare. Ad andarsene dal Gambia lo ha convinto il nonno, un insegnante.

Dalla Sicilia Musa Juwara si è trasferito a Ruoti in provincia di Potenza. Come diversi altri migranti, si dilettava a giocare nel cortile del centro di accoglienza. Lo ha notato Vitantonio Summa, l’allenatore della Virtus Avigliano. Che assieme alla moglie Loredana lo ha accolto in casa, divenendone il tutore.

Summa ritiene che Juwara sia un talento. Gli organizza provini con Inter e Juventus, fino a che il calciatore suscita l’interesse del Chievo. Alla Virtus Avigliano andrebbero 50.000 euro, se non fosse che la FIFA non consente di tesserare minori non accompagnati. Juwara e i Summa non si sono arresi e hanno fatto ricorso al Tribunale di Potenza.

Vinto il ricorso, Musa Jawara è finito nella scuderia di procuratori P&P Sport Management della famiglia Pastorello. Passato al Bologna per 500.000 euro, ha fatto meraviglie con la Primavera: 11 gol e 5 assist in 16 presenze. Quella contro l’Inter è stata la sua quinta presenza in Serie A.

“Il merito è tutto del Mister” ha detto Musa ai giornalisti dopo la partita.

Da parte sua, l’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic ha motivato così la sua scelta di metterlo in campo: “Ho pensato: mettiamo Musa. Fa del casino, non ci capiscono nulla…”.

Il Gambia è un piccolo Paese sulla costa atlantica dell’Africa, completamente circondato dal Senegal.
La capitale Banjul si chiama così dal 1973. Era stata fondata (1816) come Bathurst dagli Inglesi in onore del segretario del loro Ufficio Coloniale. Era nata come avamposto commerciale e base per la soppressione del commercio degli schiavi.
Il Gambia ha una superficie di appena 11.300 chilometri quadrati e 1.8 milioni di abitanti. Un terzo di questi vivono con meno di 1.25 dollari al giorno.

I calciatori del Gambia che hanno giocato in Serie A sono solo 6. Di questi, 5 sono in rosa in questa stagione 2019-2020. Oltre a Musa e al suo compagno di squadra Barrow nel Bologna, contiamo: il difensore della Sampdoria Omar Colley, l’attaccante dell’Atalanta Ebrima Colley (il cugino), il difensore della Roma Ebrima Darboe. Lamin Jallow (attaccante oggi alla Salernitana) ha giocato 2 partite nel Chievo nella stagione 2016-2017.

Barrow, che come Juwara si chiama Musa, porta lo stesso cognome del Presidente della Repubblica. Lui in Italia è arrivato come calciatore e il Bologna spenderà circa 20 milioni di euro per riscattarne il cartellino dall’Atalanta.

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