La Mongolia ha combattuto a lungo perché le persone affette dalla Sindrome di Down non fossero definite mongoloidi. Furono ben 19 i genetisti che supportarono il concetto che “il termine mongoloide ha connotazioni fuorvianti…la locuzione è imbarazzante”. La Mongolia consegnò la loro lettera all’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1965.
In Italia del termine mongoloide (o mondolo) si è spesso abusato. Solo nel 2016 la Corte di Cassazione ha sancito (sentenza 11416) che apostrofare qualcuno come “mongoloide” o “mongolo” rappresenta un’ offesa. Si prefigura il reato di ingiuria, oggi depenalizzato e quindi semplice illecito civile.

Ulan Bator, la Capitale della Mongolia, ha ospitato a fine maggio il primo Festival dello Sport per bambini con disabilità. Ci sono stati in totale 537 partecipanti. Il Festival era articolato su 8 differenti discipline paralimpiche: basket, hockey su prato indoor, tennis da tavolo e judo sono state quelle più partecipate.
Nel complesso sono state assegnate 38 medaglie.

Mongolia e Cina, 70 anni di relazioni diplomatiche

Il Festival è stato oragnizzato in collaborazione con la Cina, allo scopo di rafforzare le relazioni diplomatiche tra i 2 Paesi. Nel 2019 ricorre infatti il settantesimo anniversario dei primi colloqui diplomatici tra Mongolia e Cina. La Cina sosterrà anche un progetto, da svilupparsi entro il 2020, che prevede la costruzione di un complesso sportivo per la pratica sportiva paralimpica.

L’obiettivo è rendere il Festival un evento annuale. Per il momento, sono confermate le edizioni 2019 e 2020.

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