Michael Phelps ha gareggiato con uno squalo nelle acque del Sudafrica. E ha perso.

Sarebbero 2 notizie straordinarie, ma ci possiamo permettere di sprecarle in un unico post perché solo una è vera. Michael Phelps non ha in effetti proprio gareggiato con uno squalo. Si è misurato con la prestazione che uno squalo avrebbe potuto ottenere percorrendo la stessa distanza al massimo della velocità. Il tutto per gli spettatori di Shark Week di Discovery Channel.

Michael Phelps ha fatto di tutto per annullare il vantaggio dovuto al fatto che lo squalo, in migliaia di anni di evoluzione, è diventato perfetto per nuotare. Ha indossato una mono pinna per replicare i movimenti che il pesce fa con la coda e, contemporaneamente, sfruttare al massimo la forza dei propri arti inferiori. Inoltre è entrato in acqua vestito di una muta che replicava le scaglie (dermal denticles) che ricoprono la pelle dei pesci cartilaginei. Chi lo ha vestito, non ha fatto benissimo i calcoli. Perché è vero che la muta speciale diminuiva di molto l’attrito di Phelps nell’acqua. Ma era spessa solo un millimetro e quindi non adatta alle acque gelide di Gaansbai, in Sudafrica.

Per prepararsi alla gara, Phelps ha comunque coronato il sogno di qualsiasi appassionato di mare: trovarsi faccia a faccia con uno squalo bianco. Ovviamente, protetto dalle sbarre di una gabbia.

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