La Nazionale Italiana di karate è quella che ha ottenuto più medaglie all’Europeo che si è concluso domenica 13 maggio a Novi Sad (Serbia). Gli azzurri hanno vinto l’oro con Michele Martina (fino agli 84 chili); l’argento con Angelo Crescenzo (fino a 60 chili), Viviana Bottaro (nella kata, ovvero l’esibizione senza avversario) e nel kumite (combattimento) a squadre; il bronzo Mattia Busato nella kata, Luigi Busà (fino a 75 chili), Sarà Cardin (fino a 55 chili), Silvia Semeraro (fino a 68 chili).
Era molto atteso Simone Marino, che torna senza medaglie. La sua resta però una storia davvero particolare.

Marino era stato (categoria oltre gli 84 chili, i pesi massimi) una delle 3 medaglie d’oro (per la cronaca, arrivarono anche 3 argenti e 2 bronzi) dell’edizione 2017, che si era disputata a Kokaeli in Turchia. Aveva battuto in finale nientemeno che il pluricampione mondiale Enes Arkan.

La cosa incredibile è che a suo tempo Marino (dopo quella vittoria King Maro) aveva definito la convocazione “inaspettata”. Ad appena 20 anni considerava la sua avventura nel karate come quasi conclusa. Dopo i primi successi e la convocazione a un Mondiale giovanile, complice l’iscrizione all’Università e l’obbligo di frequenza, Simone era infatti uscito dalla lista degli azzurrabili.

Quella della Premier League 2017 a Parigi poteva essere l’ultima gara della carriera per Marino. Invece il terzo posto convinse i selezionatori della Nazionale a convocarlo per l’Europeo.
Dopo il clamoroso oro contro Arkan, arrivano anche l’argento mondiale Under 21 e il titolo nazionale assoluto.

Marino ora è in forza al Centro Sportivo Carabinieri e quindi pratica il karate a tempo pieno.
“Mi sono trasferito da Firenze a Roma e ho messo in pausa gli studi. Mi alleno con persone che non sono gli amici di sempre, quindi vivo in un mondo completamente differente”.

Quello di essere un karateka era un sogno da bambino, derivato dalla passione per i film sulle arti marziali. Marino non ha però abbandonato un altro sogno.
“Ho intenzione di continuare gli studi. Mi sto organizzando, anche se so che andrò a rilento. Ma da bambino avevo 2 sogni: primeggiare nello sport e lavorare come medico o infermiere. Il primo l’ho raggiunto…”.

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