La decisione presa dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) di spostare la maratona e le gare di marcia delle Olimpiadi 2020 da Tokyo a Sapporo è stata sacrosanta. Era l’unico modo per evitare i rischi dati dal caldo.
O forse no. I Consiglieri Comunali Hiroshi Yamada e Taro Shirato si sono fatti portavoce della ribellione dei cittadini di Tokyo. Anche il governatore di Tokyo Yuriko Koike (nella foto), si dice contraria.

“La decisione di assegnare l’organizzazione dei Giochi a Tokyo risale a 6 anni fa” ha dichiarato Shirato durante una conferenza stampa. “Il fatto che queste gare vengano spostate a Sapporo solo ora mi provoca frustrazione e rabbia”.
Il Consigliere parla apertamente di ribellione: “Non si rispetta l’impegno preso dalla comunità locale, ci sarà un danno economico ingente”.

Tokyo ha destinato fondi importanti (275 milioni di dollari) per dotare le strade della maratona di uno speciale asfalto, capace di attenuare il caldo d’agosto. Stando all’analisi fatta da Shitaro e Hiroshi Yamada, il danno principale verrebbe però dalla mancata opportunità di promuovere la megalopoli.
La maratona è una delle gare più attese del programma e una di quelle che hanno la maggiore resa televisiva. Tokyo inoltre è sede di una maratona di grande successo, visto che attrae oltre 35.000 partecipanti a ogni edizione.

La Maratona di Tokyo 2018

Se la ribellione si potrà concretizzare in una causa legale ancora non è comunque certo.
Yamada dice, non a caso, che “va chiarito”, se c’è la possibilità di ricorrere al Tribunale.
“Di certo” conclude “Se questa decisione fosse confermata, sarebbero messi in seria discussione i diritti delle città che organizzeranno in futuro le Olimpiadi”.

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