Luis Suarez e la moglie Sofia Balbi

L’Italia ha una legge sulla cittadinanza che tutela più i discendenti degli emigranti di fine 1800 rispetto ai figli degli immigrati nati un secolo dopo. Si è profondamente divisa su una modifica che avrebbe dato più diritti ai ragazzi che nascono e si formano in Italia. Ma si compatta quando l’immigrato è un talentuoso calciatore. Come nel caso di Luis Suarez.

Suarez, attualmente in forza al Barcellona, è uruguagio e quindi, per usare un’espressione in voga, extra comunitario. La Juventus Campione d’Italia è interessata a tesserarlo, ma non può farlo se lo status del calciatore resta quello attuale.

Se Suarez ottiene la cittadinanza di un Paese della UE, cambia naturalmente tutto. Ma a Suarez, l’uomo nato nel 1987 a Salta in Uruguay, avere la cittadinanza di un Paese UE non interessa. Vive nell’Unione dal 2006, quando ventenne approdò in Olanda al Groningen. Fino al 2011 ha giocato sempre in Olanda all’Ajax. Si è poi trasferito al Liverpool e in Inghilterra è rimasto fino al 2014, data anteriore al progetto della Brexit. Ha poi giocato nel Barcellona e a oggi risiede in Spagna.

La moglie di Suarez si chiama Sofia Balbi ed è uruguagia come lui. Il padre è Italiano e, sostiene la stampa italiana, la signora ha il doppio passaporto. Suarez quindi acquisirebbe la cittadinanza italiana per matrimonio. Essendo sposato da più di 3 anni, Suarez può fare domanda subito. Ma, in base ai Decreti Sicurezza firmati a suo tempo da Matteo Salvini, deve dimostrare un’adeguata conoscenza della lingua Italiana: “non inferiore al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per la Conoscenza delle Lingue”.

Cosa che è naturalmente impossibile, visto che Suarez non parla una parola di Italiano. E livello B1 si indica per chi “comprende i punti chiave di argomenti familiari che riguardano la scuola, il tempo libero ecc. Sa muoversi con disinvoltura in situazioni che possono verificarsi mentre viaggia nel Paese di cui parla la lingua. È in grado di produrre un testo semplice relativo ad argomenti che siano familiari o di interesse personale. È in grado di esprimere esperienze e avvenimenti, sogni, speranze e ambizioni, e anche di spiegare brevemente le ragioni delle sue opinioni e dei suoi progetti.”

Se anche superasse l’esame, Suarez avrebbe bisogno di vedersi riconoscere la cittadinanza entro il 5 ottobre, data di chiusura del calciomercato. Ma queste pratiche richiedono normalmente un minimo di 6 mesi.

Visto che nessun organo di stampa mainstream si è preoccupato di evidenziare le difficoltà della pratica cittadinanza per Luis Suarez, ci abbiamo provato modestamente noi. Ma ci facciamo poche illusioni: gli opinion leader non trovarono nulla di strano per invocare la concessione della cittadinanza a Mario Balotelli (figlio di stranieri) prima del compimento del diciottesimo anno di età, come richiede la legge. O ad Amauri Ribeiro perché la moglie aveva uno zio italiano.

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