Il coronavirus porta allo spostamento dell'Europeo di calcio

L’epidemia di coronavirus sta sconvolgendo il calendario dello sport. La Confederazione Continentale (UEFA) ha deciso di posticipare l’Europeo di calcio al 2021.

La decisione ha una logica. Liberare lo spazio occupato dall’Europeo nel calendario 2020 consentirà di tentare il tutto per tutto per concludere i campionati nazionali e portare a termine le 2 Coppe per club: Champions ed Europa League. L’Europeo inoltre era stato concepito come torneo itinerante, che avrebbe coinvolto diversi Paesi. Gestirlo sarebbe stato praticamente impossibile.

Europeo e Olimpiadi: destini diversi

Dopo una video conferenza con le Federazioni Internazionali impegnate nelle prossime Olimpiadi, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha emesso un lungo comunicato. Spicca la conferma che il CIO resta intenzionato a tenere i Giochi 2020.
“Mancano più di 4 mesi e non c’è nessun bisogno di prendere decisioni drastiche in questo momento” si legge nella nota. “Allo stesso tempo, ogni speculazione si rivelerebbe contro producente”.

Al momento pare, insomma, che le Olimpiadi avranno un destino diverso dall’Europeo di calcio.
Il CIO per la verità aggiunge che i Giochi si terranno se sarà possibile proteggere la salute di ciascuno. Per questo, la situazione sarà controllata costantemente, “24 ore al giorno e 7 giorni alla settimana”.

Il comunicato conferma anche che è operativa la task force competente per l’emergenza coronavirus. La compongono membri del CIO, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), del Comitato Organizzatore delle Olimpiadi e del Governo del Giappone.

Dalla task force sono già arrivate le indicazioni per modificare gli eventi qualificatori che erano previsti a marzo e aprile e al percorso della Torcia Olimpica, sia in Grecia che in Giappone.

La nota si chiude con la notizia che il 57% dei posti disponibili per partecipare alle Olimpiadi sono già stati assegnati. Nel caso non sia possibile disputare gli eventi di qualificazione per il 43% rimanente, il CIO dovrà valutare nuovi criteri di accesso, basati sui risultati storici o il ranking delle varie Federazioni.

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