La sospensione dei pagamenti dei diritti TV porterà alla crisi del calcio in Turchia?

Dalla Turchia arriva una notizia che potrebbe fungere da monito al calcio italiano. O magari direttamente da avvertimento. Nel tentativo di rinegoziare un accordo, un detentore dei diritti televisivi della SuperLig (il massimo campionato) ha sospeso un pagamento da 125 milioni di dollari. E il sistema rischia di crollare.

Digiturk, la succursale turca di un network del Qatar, ha raggiunto nel 2016 un accordo per trasmettere le partite del massimo campionato della Turchia. La cifra complessiva è 2.5 miliardi di dollari, da pagarsi in 5 anni. Metà della cifra doveva essere pagata in dollari e metà in lire turche a un tasso di cambio fissato. Il tasso in questione è il motivo del contendere. La lira turca ha perso il 41% rispetto al dollaro e Digiturk vuole rinegoziare per “cause di forza maggiore”.

Se i pagamenti in lire turche venissero fatti a un tasso diverso da quello a cui fa riferimento il contratto, è ovvio che Digiturk risparmierebbe. Anzi, finirebbe per pagare i diritti diverse decine di milioni di meno. Per questo Fikret Orman, il Presidente del Besiktas e il Capo della Lega Calcio di Turchia, si richiama al contratto.
“Dice chiaramente quali sono durata e condizioni” tuona Orman.

Il problema delle squadra di calcio della Turchia è che dipendono nella sostanza dai proventi dei diritti televisivi. I mancati pagamenti hanno colpito duro, oltre al Besiktas, anche gli altri club conosciuti sul palcoscenico internazionale: il Galatasaray e il Fenehrbace.

Il tasso di cambio tra il dollaro e la lira della Turchia non è l’unico motivo del contendere tra la Pay TV e la Federazione della Turchia. DigiTurk ha infatti registrato un calo degli abbonamenti e lamenta una scarsa azione dei club a difesa della pirateria.

Anche questo sia detto a proposito di avvertimento all’Italia.

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