Carlos Henrique Raposo detto Il Kaiser

C’è un calciatore nella storia del Brasile che ha guadagnato fior di soldi collezionando solo 2 presenze in una carriera lunga 13 anni. Si tratta di Carlos Henrique Raposo, ma passerà alla storia come Kaiser. Per dirla con l’ex calciatore della Roma Renato Portaluppi: “Il più grande calciatore che non ha mai giocato a calcio”.

Carlos è nato nell’aprile del 1963. Come qualsiasi ragazzo brasiliano, aveva il sogno di diventare un calciatore professionista. Ma a differenza di molti brasiliani, era assolutamente negato per questo sport. Nonostante questo, a 16 anni trovò il modo di firmare un contratto per la squadra messicana del Puebla.

Non sarà l’unica squadra straniera a ingaggiarlo. Nel suo curriculum spiccano anche una stagione ad Ajaccio in Corsica e una a El Paso negli Stati Uniti
“A me piaceva fare la vita del calciatore” ha raccontato il Kaiser “Solo, volevo farla senza giocare a calcio”.

Non sarà stato talentuoso con il pallone, ma certo il buon Carlos (auto soprannominatosi Kaiser per la sua presunta somiglianza con la stella tedesca Franz Beckenbauer, il Kaiser del calcio mondiale) aveva la capacità di farsi amici diversi calciatori di primo piano. Li avvicinava in compagnia di bellissime donne, poi li convinceva delle sue capacità. Con il supporto dei giornalisti, riusciva a convincere i club a metterlo sotto contratto. Le fandonie ben raccontate, prima di internet, avevano ancora più facilità a diventare verità di quanto non ne abbiano le fake news di oggi.

Per quanto possa sembrare incredibile, il Kaiser è stato a libro paga di Flamengo, Fluminense, Botafogo e Vasco de Gama. Si tratta delle 4 squadre più importanti dell’area di Rio de Janeiro. Con tutte, ha finto infortuni al primo allenamento. Ma pare che anche i lutti in famiglia siano stati una comoda motivazione per non essere mai convocato.

Bebeto, il Kaiser e Renato Portaluppi
Il Kaiser tra le stelle Renato Portaluppi (destra) e Bebeto

Il momento più difficile della sua carriera il Kaiser lo ha vissuto con il Bangu, squadra di proprietà del malavitoso Castor de Andrade.
Convinto di aver ingaggiato una star, Castor ordinò all’allenatore di mettere in campo il Kaiser per recuperare uno svantaggio. Mentre si scaldava, Carlos sapeva che Castor lo avrebbe fatto uccidere se lo avesse visto giocare. E lo avrebbe fatto uccidere anche se lui si fosse rifiutato di scendere in campo. Così approfittò di uno spettatore che lo insultava, per inveire pesantemente contro di lui e costringere l’arbitro a espellerlo.

La storia del Kaiser è diventata un docu-film per la regia di Louis Myles. Dal prossimo fine settimana è in distribuzione nelle sale italiane.

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