Geri Helgemo

Geir Helgemo, classe 1970, è norvegese ed è un giocatore professionista di bridge. Nel 2011 è entrato in una squadra fondata dal magnate svizzero del settore immobiliare Pierre Zimmermann. La squadra in blocco ha assunto nel 2012 la cittadinanza del Principato di Monaco.
A settembre Helgemo ha partecipato come numero uno del ranking mondiale alle World Bridge Series Championships di Orlando (USA). Sottoposto a test antidoping, è risultato positivo al testosterone sintetico e al clomifene. La reazione della Federazione Mondiale (WBF, World Bridge Federation) è stata severa: gli sono state revocate le vittorie ottenute a Orlando e Helgemo dovrà pagare i costi (circa 3.700 euro) sostenuti dalla WBF con l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA). Non potrà infine gareggiare fino al 20 novembre.

Che tipo di aiuto possa dare il testosterone a chi ha fatto una professione del gioco delle carte, non è assolutamente chiaro. C’è chi ipotizza però che il testosterone, che aumenta l’aggressività, finisca con l’allontanare la stanchezza e aiuti a prevenire la caduta della concentrazione.

Il Presidente della Federazione Bridge del Principato di Monaco Gilbert Vivaldi si è detto indignato per la sospensione di Helgemo: “Pensate che i livelli di testosterone possano influenzare seriamente le prestazioni intellettuali?”.

In effetti, il bridge non è riconosciuto comne un vero e proprio sport. Aveva provato a far ottenere lo status alla disciplina la English Bridge Union (EBU) nel 2017. Si era rivolta alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che però aveva deliberato che lo “sforzo mentale” non poteva definire il bridge uno sport vero e proprio.

Nonostante questo, la WBF risulta affiliata al Comitato Olimpico Internazionale (CIO), come del resto la Federazione Internazionale degli Scacchi (FIDE, Fédération Internationale des Échecs). E gli eventi di ogni Federazione riconosciuta dal CIO possono essere sottoposti ai controlli antidoping decisi dal WADA.

Quello di Helgemo non è il primo caso di doping nel brige. Nel giugno 2013 venne fermato agli Italiani di Salsomaggiore (Parma) Roberto Rivera. Aveva assunto idroclorotiazide, un diuretico che di norma si usa nei casi di ipertensione e che può servire a nascondere tracce di farmaci dopanti, ad esempio del testosterone.

L’accusa di doping non è per altro l’unica disavventura della carriera di Geir Helgemo. Nel settembre del 2017 il Fisco norvegese lo ha condannato a 14 mesi di prigione (pena ridotta poi in appello a 6 mesi) e a una multa di 280.000 corone, poco meno di 28.700 euro. Assieme al compagno di squadra Tor Hellness, Geir aveva nascosto guadagni per 18 milioni di corone, pari a poco meno di 1.9 milioni di euro.  Il passaporto del Principato di Monaco non ha impietosito gli uomini delle tasse norvegesi.

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