Grigory Rodchenkov

Vi abbiamo spesso parlato di doping su questo sito. In particolare, ci eravamo focalizzati sulla questione scabrosa del Doping di Stato in Russia prima delle Olimpiadi Invernali del 2018. Oggi quel caso è di pubblico dominio grazie al fatto che Grigory Rodchenkov ha pubblicato una memoria in cui scende nei dettagli del piano.

Rodchenkov, il Direttore del Laboratorio Antidoping di Mosca, ha ottenuto asilo negli Stati Uniti, ma vive in una località segreta, coperto dal programma di protezione testimoni. Stando al suo avvocato Jim Walden, è attivamente ricercato dai Servizi Segreti russi. E la sua vita è in pericolo.

“Io non so cosa sia il lockdown” ha dichiarato Rodchenkov in una recente intervista al Financial Times “Io vivo in lockdown da 4 anni. Ma cosa posso farci, diciamo che mi sento in guerra. Come in guerra, ho avuto paura la prima settimana, poi ho imparato a conviverci”.

Rodchenkov sostiene, senza mezzi termini, di aver contribuito a creare un Impero del Doping per espressa volontà del Presidente Vladimir Putin.
“Putin è circondato da un gruppo di criminali. In Russia non si combatte il doping, si promuove il doping. Nel mio laboratorio avevo a disposizione i migliori ricercatori e vi posso garantire che nessun altro Paese al mondo potrà fare la metà di quel che abbiamo fatto noi”.

Grigory Rodchenkov, classe 1958, è un Chimico che venne accusato di traffico di sostanze dopanti assieme alla sorella Marina Rodčenkova, un’atleta di primo piano. La donna venne condannata a un anno e mezzo di carcere. Le accuse di Grigory caddero misteriosamente. Lo stesso Rodchenkov raccontò all’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) che fu lo stesso Putin a insabbiare il caso.

Chi vuole conoscere nei dettagli la storia può farlo recuperando su Netflix il film Icarus di Bryan Fogel. Nel 2018 Icarus ricevette il Premio Oscar come miglior documentario.

Iscriviti alla newsletter

Riceverai gli aggiornamenti sugli eventi della tua zona!
ISCRIVITI!
Potrai cancellarti in qualsiasi momento.