I Golden State Warriors, sede a Oakland nella Baia di San Francisco, secondo Wikipedia “sono una delle 30 squadre” del massimo campionato professionistico di pallacanestro, la NBA. A essere più precisi, sono la squadra che ha vinto 3 titoli in 4 anni dal 2015 al 2018. Non sono insomma un’organizzazione approssimativa. Per questo molti si sono stupiti quando la responsabile del settore medico Chelsea Lane si è presentata al General Manager Kirk Lacob per chiedergli di sperimentare una nuova tecnologia.

Al centro Chelsea Lane durante un prepartita dei Warriors

Si tratta di Eye Sync, un attrezzo che serve a misurare il movimento dell’occhio. Verifica quanto il movimento sia sincronizzato rispetto allo spazio e al tempo. In parole semplici, serve a verificare se il movimento dell’occhio è coerente con i parametri di una persona sana. Dopo un trauma, può permettere di diagnosticare una concussione in tempo reale.

Visto che la tecnologia non può essere utilizzata per monitorare gli atleti in partita (non è previsto dal contratto di lavoro dei giocatori NBA), la società la utilizza durante gli allenamenti. Eye Sync è l’ultimo ritrovato. Da anni durante gli allemanenti dei Golden State Warriors vengono monitorati gli spostamenti degli atleti tramite un sistema di telecamere. Una tecnologia da polso misura l’intensità con cui ci si allena

Per gli atleti vecchia scuola, tutto questo controllo può risultare fastidioso. C’è infatti anche un altro modo di vedere le cose: “Con tutte le partite che giochiamo, c’è sempre qualcuno che non è al meglio” spiega Andrew Bogut, uno dei centri dei Warriors “Cosa succede se le macchine dicono alla società che è opportuno che qualcuno deve giocare metà delle partite? Da quando in qua si fa riposare qualcuno che sta bene?”.

Alla domanda, nessuno darà mai una risposta. Ma tornando a Eye Sync, riflettendoci gli atleti non potranno che approvarne l’uso. L’intervento di questa nuova tecnologia non è preventivo, ma aiuta lo staff medico a prendere decisioni solo dopo che si è verificato un incidente.
Per una volta, insomma, potrebbe essere proprio la tecnologia a rivelarsi….umana.

Iscriviti alla newsletter

Riceverai gli aggiornamenti sugli eventi della tua zona!
ISCRIVITI!
Potrai cancellarti in qualsiasi momento.