Il Giudice Klausner ha bloccato la causa della Nazionale di calcio femminile contro la Federazione USA

Il Giudice Federale Gary Klausner ha negato alle calciatrici della Nazionale femminile degli Stati Uniti il diritto a una causa per ottenere lo stesso livello di compenso della Nazionale maschile.

Nella sentenza Klausner ha scritto che le negoziazioni tra le parti mostrano che la Federazione aveva offerto alla squadra femminile lo stesso tipo di struttura dei loro colleghi maschi, indicizzato sul numero di partite giocate. La squadra femminile in sede di trattativa aveva invece preferito ottenere un compenso di base più alto e un maggior numero di atlete sotto contratto.

La causa faceva riferimento al Titolo VII del Civil Rights Act del 1964, che prevede un equo pagamento tra lavoratori di genere diverso.

“Non è corretto” ha scritto Klausner “Utilizzare oggi il totale dei compensi ricevuti dalla squadra maschile per procedere a una causa risarcitoria, quando chi propone la causa aveva scelto un diverso modo di formazione dei compensi”.

L’entità del risarcimento richiesto era pari a 66 milioni di dollari.

Il Giudice Klausner ha invece ammesso in giudizio la differenza di trattamento per i viaggi e le strutture alberghiere tra la Nazionale maschile e la Nazionale femminile. Il Processo inizierà il 16 giugno presso il Tribunale di Los Angeles.

La portavoce delle calciatrici Molly Levinson si è detta “delusa e scioccata” per la decisione di Klausner.
Levinson ha anche aggiunto: “La nostra lotta per ottenere gli stessi compensi dei colleghi maschi non finisce qui. Puntiamo a garantire alle calciatrici che non verranno pagate meno solo in base al genere”.

Il concetto è stato amplificato con un tweet del difensore Becky Sayerbrunn.

Cindy Parlow Cone, ex calciatrice e attuale Presidente della Federazione, ha auspicato che la vertenza sulle spese di viaggio non arrivi in Tribunale.
“Il nostro unico obiettivo è continuare ad avere la Nazionale di calcio femminile più forte al mondo”.

Cindy Parlow Cone (AP Photo/Charles Rex Arbogast)

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