Giallo Dozza

Il terzo posto nella categoria C2 di rugby potrebbe non sembrare un risultato del quale occuparsi. Ma se lo ottiene una squadra chiamata Giallo Dozza, il discorso cambia.

Giallo Dozza è la squadra formata come obiettivo finale del progetto Tornare in Campo, finalizzato all’insegnamento del rugby all’interno della Casa Circondariale della Dozza di Bologna. A coordinarlo sono stati chiamati i tecnici del Rugby Bologna 1928, una delle più antiche società italiane della palla ovale. A sostenere Tornare in Campo si sono impegnate Emil Banca, Macron e Illumia.

Il nome Giallo Dozza proviene dalla consapevolezza che “può capitare di infrangere una regola…allora, cartellino giallo, la panca delle penalità, fuori dal gioco per un po’ di tempo”.

Il progetto coinvolge per la stagione in corso 40 detenuti. Il numero include Cosimo, un ex imprenditore napoletano. Che al quotidiano Repubblica ha raccontato: “Avevo un’azienda, ho fatto una sciocchezza”.
Non avendo il fisico del giocatore, Cosimo è lo speaker delle partite.

Tornare in campo è nato nel 2013. Fino a questo punto, il numero totale di detenuti che sono stati avvicinati al rugby è di 300. Nessuno di questi è più tornato in carcere.

Andy, il Capitano di Giallo Dozza, è albanese. Nella squadra ci sono anche marocchini, moldavi, indiani, nigeriani, tunisini e (ovviamente) italiani.
Spiega a Repubblica Andy: “Non era pensabile, non esisteva prima il contatto tra etnie diverse qui dentro”.

I detenuti sono in totale quasi 850. Molti di loro sono ora tifosi di Giallo Dozza. E non vedono l’ora di unirsi a giocatori e famigliari in una particolarissima versione del terzo tempo che caratterizza il dopo partita del rugby.

Articolo correlato: La Drola è la meta più bella

Iscriviti alla newsletter

Riceverai gli aggiornamenti sugli eventi della tua zona!
ISCRIVITI!
Potrai cancellarti in qualsiasi momento.