La polo Fred Perry dello scandalo

Fred Perry ha deciso di non commercializzare più negli Stati Uniti e in Canada la sua celebre polo nera con doppia riga nera e gialla nelle maniche.

La reazione dell’azienda è dovuta al fatto che la polo viene utilizzata in Nord America come una sorta di uniforme dei Proud Boys, organizzazione di suprematisti bianchi americani.

“Qualsiasi materiale o prodotto di Proud Boys con la nostra corona di alloro o qualsiasi elemento correlato nero e doppio giallo, non ha assolutamente nulla a che fare con noi e stiamo lavorando con i nostri avvocati per perseguire qualsiasi uso illegale del nostro marchio” ha scritto in una nota l’ufficio stampa di Fred Perry “Dobbiamo far cessare qualsiasi associazione del nostro marchio a questa organizzazione”.

I Proud Boys sono stato fondati nel 2016 da Gavin Mc Innes, un commentatore politico canadese di origine britannica, all’interno di Taki’s Magazine, una rivista online.

TakiMag prende il nome dal suo fondatore, il giornalista ultra conservatore Panagiotis Theodoracopulos, detto appunto Taki. Al momento il direttore della rivista è Mandolyna Theodoracopulos, la figlia di Taki

L’Inglese Fred Perry creò la linea d’abbigliamento che porta il suo nome nel 1952, ispirato dal successo di Lacoste. Il marchio, una corona d’alloro, è ricamata sui capi d’abbigliamento, al contrario del coccodrillo di Lacoste, che è cucito.

Perry (1909-1995) è stato un grande del tennis degli anni ’30. Ha vinto per 3 volte Wimbledon e lo US Open. Vanta anche un successo al Roland Garros e uno all’Australian Open. Nel 1934 fu il numero uno al mondo.

Prima di imporsi nel tennis Perry era stato un pioniere del ping pong. Nel 1929 aveva vinto il Mondiale a Budapest (Ungheria).

Quello fatto dai Proud Boys non è il primo utilizzo a fine politico sociale delle polo Fred Perry. Negli anni ’60 in Inghilterra era una vera e propria icona del movimento dei Mods.

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