Da una parte c’è il Forum sugli e-sport di Losanna (foto di copertina), nato per “iniziare un dialogo” tra chi si occupa di video giochi (chi gareggia, ma anche chi produce i games) e “il movimento olimpico”. Dall’altra c’è Nicole Forrester, docente alla Scuola di Media della Ryerson University di Toronto (Canada), che scrive in un articolo: “Faccio fatica ad accettare l’idea che gli e-sport possano far parte del programma delle Olimpiadi.

Forrester (classe 1976) ha gareggiato per il Canada nel salto in alto alle Olimpiadi di Pechino. Non era una stella, infatti si è piazzata diciannovesima, ma è stata pur sempre un’atleta di livello internazionale, con tanto di medaglie ai Giochi Panamericani (bronzo 1999 e argento 2007), ai Giochi dei Paesi Francofoni (argento nel 2001 e bronzo nel 2009), alle Universiadi (argento 2001) e ai Giochi del Commonwealth (bronzo 2002 e oro 2010).

nicole forrester
Nicole Forrester: ieri campionessa, oggi docente universitario

La Professoressa attacca senza mezze misure il Comitato Olimpico Internazionale (CIO): “Spinge per una società più attiva, poi promuove i video giochi”.
Di “società attiva” non sembra preoccuparsi Patrick Baumann, Membro CIO e Presidente del GAISF, l’Associazione delle Federazioni Internazionali. Dopo il Forum di Losanna si è infatti espresso in purissimo politichese: “Siamo uniti dalla passione per i nostri sport e condividiamo l’amore per la competizione”.

Sarah Walker, componente della Commissione Atleti del CIO esprime un punto di vista diverso: “Chiunque voglia cimentarsi in una disciplina olimpica deve uscire e provarci. Deve essere attivo. Se voglio allenarmi ai video giochi, devo solo andare a casa e accomodarmi sul divano…”.

Al Forum di Losanna hanno partecipato 150 persone, provenienti dal mondo dei video giochi e dalla Olympic Family, che lo ha ospitato al Museo Olimpico. L’intenzione del Presidente Bach è portare l’argomento all’Olympic Summit di fine 2018. Nel frattempo nascerà un Esports Liaison Group, che si presenterà ufficialmente alla prima edizione delle Olimpiadi Giovanili, in programma a Buenos Aires a ottobre.

Sembra dunque che non ci sia proprio il modo per fermare il riconoscimento dei video game da parte del Comitato Olimpico Internazionale. Del perché si rende conto perfettamente la Dottoressa Forrester. Conclude infatti il suo articolo prendendo atto che gli e-sport rappresentano un mercato da un miliardo di dollari.

Su YouTube è possibile seguire l’intero Forum.

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