fantasy league

Per quelli che pensano che le Fantasy League non siano una cosa seria, abbiamo una storia che proviene dagli Stati Uniti. Non si tratta ovviamente del Fantacalcio, con il quale ogni moglie italiana che si rispetti ha imparato (suo malgrado) a convivere. Parliamo di football americano e di una Lega con uno scopo sociale preciso.

Alla George Beto Unit, un carcere di massima sicurezza nella Contea di Anderson in Texas, i detenuti possono giocare a Fantasy Football. L’accesso è limitato: ci sono solo 6 squadre e ciascuna di queste squadre ha un roster di 10 giocatori. Le squadre si formano con le aste e possono ovviamente essere aggiornate. Ogni mercoledì, entro le 8 di sera, va data la formazione.
“Non si faranno eccezioni” dice il Commissioner. Del quale non si conosce il vero nome ma solo quello con cui si fa chiamare nella Lega: Gee Money.

Intervistato da USA Today, il detenuto David White II ha dichiarato: “Questa Fantasy League ci aiuta a tenere lontani i demoni che ci hanno portato qui dentro”.
White ha iniziato a giocare dopo aver concluso il periodo d’isolamento: “Non è che sia tutto a posto, ma decisamente mi aiuta”.

Ovviamente, per un detenuto è molto più difficile ottenere informazioni sui giocatori, su quelli che sono disponibili o quelli che sono infortunati. Preparare la formazione può essere un lavoro lungo una settimana.
Ancora più complesso è il lavoro del Commissioner, che deve tenere aggiornate le statistiche e le classifiche.

L’interno della George Beto Unit in Texas

Nel recente passato era stata espressa qualche perplessità sulle Fantasy League e il senso di consentirle nelle prigioni. Il timore di molti direttori di carcere è che a questi campionati di fantasia possano comunque essere associate le scommesse. Una pratica che, non è un mistero, ha portato anche a una crescita di atti di violenza tra i detenuti.

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