La carriera di Emma Quaglia è un esempio di longevità e versatilità. Ha iniziato a correre in pista (3.000 siepi) e ora, a 38 anni e con una Laurea in Medicina (con specializzazione in Medicina dello Sport) in tasca, gareggia con risultati di primo piano nella maratona.

La storia di Emma è notevole perché i più recenti successi arrivano dopo che era stata data per finita.
Nel 2004, aveva 24 anni, le era stato diagnosticato un tumore alla tiroide.
“Mangiavo e continuavo a dimagrire, non riuscivo a dormire. Inizialmente mi avevano detto che mi allenavo troppo…” ha dichiarato al sito della Gazzetta dello Sport.

Dopo l’operazione, e 2 lunghi anni di riabilitazione, Emma Quaglia è tornata alle gare. Ed è tornata a vincere. Risale al 2002 il suo primo titolo italiano nei 3.000 siepi. Ma gli altri 2 sono arrivati nel 2008 e nel 2009.

Nel 2011 Emma ha debuttato nella maratona e nel 2012 ha ottenuto (2 ore 28 minuti e 15 secondi) la sua miglior prestazione. Sesta ai Mondiali 2013, ha conquistato l’oro in Coppa Europa con Straneo, Incerti, Ejjafini, Toniolo e Console. Nel 2017 ha anche corso la Maratona di New York, piazzandosi quattordicesima in 2 ore 34 minuti e 10 secondi.

La maratona non è stata l’ultima sfida vinta da Emma Quaglia, che in questo 2018 ha conquistato la maglia azzurra (partecipando a Europei e Mondiali) nella corsa in montagna.
Il motivo per cui è passata alla corsa in montagna è un’altra maglia azzurra mancata.

“Ero deluso dal mondo intorno alla maratona” ha detto, sempre a Gazzetta.it “Negli ultimi anni sono stata completamente ignorata, nonostante abbia ottenuto risultati validi”.

Il giorno del ritiro appare lontanissimo: “Nel 2019 vorrei correre la Maratona di Berlino. E nel 2020 c’è il grande sogno delle Olimpiadi di Tokyo…”.

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