Mark Parker

Mark Parker (foto di copertina) si prepara a lasciare Nike da una “posizione di forza”. Secondo Parker, che verrà sostituito alla guida della multinazionale da John Donahoe, il marchio Nike “non è mai stato così forte”.

Donahoe è un ex giocatore di basket e ha guidato nientemeno che E-Bay. Abituato a convivere con le crisi, eredita una situazione brillante dal punto di vista economico e finanziario. Il trimestre che si è chiuso con la fine di novembre ha fatto registrare un utile netto di 1.12 miliardi di dollari, con una crescita di oltre un terzo rispetto allo stesso periodo del 2018.

Nike cresce in tutte le parti del mondo. Il fatturato del gruppo è pari a 10.3 miliardi.

Il fatturato in Cina è pari a 1.85 miliardi di dollari. E questo spiega la velocità con cui Nike è intervenuta per sostenere la posizione della Cina in un incidente diplomatico creato da un dirigente NBA. Questo senza curarsi delle ire del Governo degli USA.

Quello che per Nike è il mercato “domestico”, ovvero il Nord America, è a sua volta in crescita e ha toccato quota 3.98 miliardi di dollari.

Oltre a quella relativa alla Cina, Nike ha dovuto sopportare un’altra pesante controversia negli ultimi mesi. Il gruppo ha chiuso il progetto Oregon dopo la squalifica per doping del coach Alberto Salazar e del medico Jeffrey Brown.

Queste difficoltà non sembrano dunque aver danneggiato la performance di Nike sui mercati.
Come lo stesso Mark Parker suggerisce, il cambio al vertice che porterà Donahoe a sostituirlo arriva al momento giusto.

John Donahoe sostituisce Mark Parker alla guida di Nike
John Donahoe visto dal vignettista del Financial Times

“I cambiamenti” ha dichiarato Parker al Financial Times “è sempre meglio farli da una posizione di forza”.

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