gheddafi aveva abolito la boxe in Libia

Dopo aver contribuito a deporre Re Idris nel 1969, il Colonnello Gheddafi si incaricò di reggere il Governo provvisorio della Libia. Sarebbe diventato il leader per i successivi 40 anni.
Non fu la sua azione più conosciuta a livello internazionale ma nel 1979, ormai auto proclamatosi Guida della Rivoluzione, Gheddafi abolì la boxe.

In Libia da quasi 40 anni la boxe viene definita sport “barbaro” e “pericoloso per la salute”. Gheddafi nel 1979 diede ordine di chiudere tutte le palestre.
Stando ai critici del regime, la persecuzione della boxe non fu figlia della volontà di eliminare uno sport violento. Semplicemente, il regime non tollerava la contaminazione culturale americana. Gheddafi aveva provato a prendersela con il basket, ma la disciplina era troppo popolare per abolirla.

Come è noto, il regime di Gheddafi è finito in tragedia con l’uccisione del leader nell’ottobre del 2011.
La nuova Libia sprofonda sempre più nel caos, ma la gioventù del Paese non vuole rinunciare a praticare sport. Così è rinata la passione per la boxe.

Altre discipline sportive comportano, specie per l’allestimento di impianti, investimenti in denaro che la Libia non può sostenere. Ma improvvisare un ring non implica costi particolari. E in ogni angolo della Libia sono sorti luoghi dove praticare la boxe.

Inizialmente, le riunioni erano un modo come un altro per creare occasioni di svago, ma poi hanno iniziato a nascere società sportive. L’ambizione è preparare qualche pugile per le Olimpiadi di Tokyo.

Sotto trovate un servizio della TV portoghese sulla rinascita del pugilato in Libia.

La foto di copertina è tratta dal sito Occhidellaguerra.it

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