Quella di Diadora è la storia di una rinascita. Il 2016 si è chiuso con 156 milioni di ricavi e la crescita nel 2017 si annuncia a due cifre. Per i festeggiamenti dei 70 anni (2018) ci potrebbe essere il ritorno, nelle linee di calzature da tennis, della scarpa resa famosa da Bjorn Borg.
“Siamo un marchio nuovo, ma vecchio di 70 anni” ha detto ad Affari&Finanza di Repubblica il Presidente dell’azienda Enrico Moretti Polegato.

Bjorn Borg testimonial Diadora

La famiglia Moretti Polegato aveva acquisito Diadora dal fallimento tramite LIR, la finanziaria che detiene il 71.1% di Geox, l’azienda fondata da Mario Moretti Polegato, il padre di Enrico.
Diadora era nata nel 1948 a Caerano di San Marco per iniziativa di Marcello Danieli. Inizialmente produceva scarponi da montagna. Acquisita tecnologia e brevetti americani a fine anni ’60 del secolo scorso, l’azienda si è imposta negli anni ’70. Indossavano calzature di quel marchio, oltre a Borg, calciatori del livello di Roberto Bettega e Marco Tardelli e campioni dell’atletica leggera come Gabriella Dorio e Ben Johnson.
L’inizio del declino data 1997, quando Diadora venne ceduta a Invicta. Rimarrà travolta dalle difficoltà finanziarie del gruppo acquirente.

Il rilancio realizzato da Enrico Moretti Polegato ha portato i prodotti Diadora in 60 paesi e ha visto quadruplicare l’organico: “Diadora era un bel marchio, con bei valori” ad esempio il claim make it bright “Inoltre in azienda abbiamo trovato e implementato una bella squadra di giovani” ha detto Moretti Polegato ad Affari&Finanza.
Diadora ha quasi azzerato i debiti seguendo una strategia semplice: reinvestire gli utili anziché distribuire dividendi.

Ora l’obiettivo è aumentare la produzione in Italia. A medio termine, la percentuale di scarpe realizzate nel Belpaese dovrebbe salire al 7%.
C’è poi anche l’ambizione di rafforzarsi negli Stati Uniti attraverso il canale della vendita all’ingrosso, con la precisa idea di lanciare i negozi monomarca.

In generale, tutto il settore della scarpa sportiva italiana è in fase di rilancio. Anche se Lotto e Superga puntano più decisamente al settore tempo libero e life style e Fila e Sergio Tacchini sono ormai di proprietà asiatica.

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