Michael Phelps nello spot di TalkSpace

Del pluricampione olimpico Michael Phelps ci eravamo occupati quando aveva deciso di misurarsi (virtualmente) con uno squalo e quando un bimbo di nome Clark Kent gli ha tolto un primato che aveva stabilito a 10 anni. Oggi parliamo di Phelps e dei suoi problemi con la depressione.

Michael Phelps ha deciso di utilizzare la sua notorietà per spingere chi ha problemi simili ai suoi a farsi aiutare. Per questo si è prestato a fare da testimonial di TalkSpace, una startup che offre una terapia psicologica a distanza.

“Nel 2014 ero uno degli atleti di maggior successo al mondo, ma mi sentivo perso” dice Michael nel video sotto “E mi chiedevo se volevo continuare a vivere. Ho capito che non potevo farcela da solo e ho deciso di chiedere aiuto. La decisione mi ha salvato la vita”.

Michael Phelps fa coming out

Phelps vuole convincere chi ha problemi di depressione che chiedere aiuto è un segno di forza e non di debolezza. E che bisogna chiedere aiuto subito.
“Non bisogna aspettare che le cose peggiorino ed è importante capire che la terapia non è solo per le persone che soffrono di gravi problemi mentali. Chiunque senta di aver bisogno di un sostegno può rivolgersi a un terapista autorizzato. Io sono la prova che questo genere di aiuto funziona”.

La partnership tra Michael e TalkSpace è stata presentata nel mese della consapevolezza sulla salute mentale (Mental Health Awareness Month). Visto che il suo profilo ha oltre 2.1 milioni di follower, Michael Phelps ha fatto il coming out via Twitter.

I post di Phelps hanno suscitato un’ondata di emozioni e commozione.

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