Posticipare le Olimpiadi non è più un tabu

Le cose hanno rischiato di precipitare nel fine settimana. Gli atleti di Australia e Canada hanno messo nero su bianco che non parteciperanno alle Olimpiadi, se i Giochi resteranno in calendario per il 2020. Il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) allora ha ceduto e ha iniziato a parlare di posticipare le Olimpiadi.

Si legge in una nota del CIO che posticipare le Olimpiadi “richiederà il pieno accordo tra il CIO, il Comitato Organizzatore Tokyo 2020, le autorità del Giappone, i Comitati Olimpici, le Federazioni Nazionali. Richiederà inoltre l’appoggio di chi detiene i diritti televisivi e dei partner dei Giochi“.

Una proposta definitiva del CIO dovrebbe arrivare entro un mese.

In una lettera aperta agli atleti il Presidente Thomas Bach ha scritto: “Questa situazione non ha precedenti. Mi rendo conto che molte delle vostre domande restano senza risposta, ma vi prego di considerare che prendere decisioni razionali a volte significa reprimere le emozioni”.

Una possibilità è naturalmente posticipare le Olimpiadi di qualche mese. In questo il CIO ha l’appoggio della Federazione Mondiale d’Atletica. Il Presidente Sebastian Coe, ex olimpionico, ha tenuto a sottolineare che “iniziare i Giochi a luglio non è nè fattibile nè consigliabile”.

Posticipare i Giochi è anche la presa di posizione delle Federazioni di atletica e nuoto degli Stati Uniti, i cui atleti fanno di norma incetta di medaglie. Brasile e Slovenia non vogliono senti parlare di Olimpiadi nel 2020. La Norvegia chiede di iniziare le Olimpiadi solo quando l’emergenza sanitaria sarà sotto controllo in tutto il mondo.

L’idea di posticipare i Giochi ottiene parecchio consenso anche in Giappone. Il Primo Ministro Shinzo Abe ha parlato nella seduta parlamentare di lunedì 23 marzo dicendo: “Posticipare sembra una decisione inevitabile, se la nostra priorità è la salute degli atleti”.

La cancellazione delle Olimpiadi non è invece un’ipotesi contemplata da nessuno. Come sottolinea il CIO: “non aiuterebbe a risolvere nessun problema”

Il punto (in Inglese)

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