Il Governo può dialogare col CIO attraverso i membri italiani, tra questi Giovanni Malagò

La riforma dello sport italiano ha subito uno stop inatteso. Dopo l’approvazione al Senato della legge che delega il Governo alla riforma, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha sollevato l’allarme. Con una lettera, ha accusato la riforma di intaccare l’autonomia del Comitato Olimpico Italiano (CONI).

Il CIO prende spunto dalla Carta Olimpica. Al punto 5 si legge: “Riconoscendo che lo sport si pratica nell’ambito del tessuto sociale, le organizzazioni sportive aderenti al movimento olimpico devono essere politicamente neutrali. Hanno il diritto e l’obbligo di autonomia, comprese la libera determinazione e il controllo delle regole dello sport”. La Carta elenca gli altri diritti: “La definizione della struttura e della governance delle loro organizzazioni, il godimento del diritto di elezioni libere da qualsiasi influenza esterna e la responsabilità di assicurare che i principi della governance siano applicati”.
Appare inevitabile, visto il progetto di riforma, chiedersi fino a che punto la governance del CONI sarà influenzata dai prossimi esecutivi.

Al punto 27, comma 2, la Carta Olimpica inoltre afferma che i Comitati Olimpici hanno lo scopo di: “Incoraggiare lo sviluppo di sport di alta prestazione così come pure dello sport per tutti”.
Se si pensa che l’idea del Governo è quella di dare agli organi territoriali del CONI solo compiti di rappresentanza, si capisce cosa abbia allarmato il CIO.

La lettera del CIO ha seminato il panico. Tanto che il Sottosegretario Giorgetti ha provato ripetutamente a contattare il Presidente Thomas Bach. La forma del suo approccio è risultata tuttavia carente. Salvo casi eccezionali, il CIO dialoga con i Governi tramite i Membri di quella Nazione. Uno dei quali in Italia è Giovanni Malagò, Presidente del CONI.

Le Federazioni che la pensano come il CIO

Oltre al CIO, la riforma non convince parecchie Federazioni. Ha detto Giuseppe Abbagnale, ex storico oro Olimpico e oggi Presidente della Federazione cannottaggio: “Oggi ci troviamo a un anno da Tokyo 2020 senza certezze. E dobbiamo fare in fretta. Ancora non abbiamo capito questo cambiamento dove porterà e quali saranno i parametri di assegnazione dei contributi che al momento restano poco chiari”.

Il CIO ha convocato il Governo Italiano a Losanna per settembre. Quale Governo, ovviamente, oggi non lo sappiamo.

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