Negli ultimi giorni del 2017 è esplosa sui social network una polemica decisamente partecipata sulla quota annuale (25 euro) che la Federazione Ciclismo (FCI) chiederà dal 2018 agli amatori che intendono partecipare a gare agonistiche. Se non si è tesserati FCI o per gli Enti di Promozione Sportiva (EPS) affiliati (ovvero ACSI e UISP) per gareggiare è necessario ottenere una cosiddetta Bike Card. I social hanno immediatamente ribattezzato il balzello come Tassa sul Sudore.

La definizione ha fatto imbufalire il Presidente FCI Renato Di Rocco: “Ma quale tassa…i proventi saranno reinvestiti”.
Di Rocco per altro svicola, con chi gli chiede di indicare “reinvestiti come”. Poi si lascia andare e dice tutta la verità: “Si tratta di un’iniziativa politica per combattere chi ci fa concorrenza sleale, visto che riceve contributi pubblici”.
Agli amatori (che si stimano in un milione di persone) Di Rocco dice: “Abbandonate gli enti, tesseratevi con noi”.

La FCI ha appena chiuso un bilancio in grave passivo (2.7 milioni di euro). Questo ha fatto dire al CONI che si tratta della situazione “più critica” del sistema sportivo italiano “con quella dell’equitazione”.
Per far tornare i conti, la FCI deve rivedere al ribasso i programmi agonistici o aumentare le entrate. E la Tassa sul Sudore va in questa direzione.

Per altro, esiste un illustre precedente. La Federazione di Atletica Leggera (FIDAL) obbliga dal 2014 i podisti amatori che vogliono partecipare a corse su strada (maratone e mezze maratone), e non sono suoi tesserati, ad acquistare una Run Card al costo di 15 euro. Il provvedimento riguarda circa 2 milioni di persone e non ha mancato di sollevare polemiche.
Il celebre deejay Linus, che nella mezza età ha sviluppato la passione per la corsa, ha detto pubblicamente che la FIDAL ha “atteggiamenti vessatori”. Alcuni organizzatori hanno sfacciatamente cambiato la lunghezza dei percorsi (da 21.097 a 21.1 chilometri o da 42.195 a 42.2 chilometri) per evitare che le corse da loro organizzate venissero censite come mezze maratone o maratone.

Tassa sul Sudore: quali alternative?

Il Corriere della Sera ha dedicato all’argomento una serie di articoli, lamentando come in Italia la burocrazia finisca con l’ostacolare la gente che vuol fare sport per divertirsi. Tuttavia, ha dimenticato di suggerire un metodo alternativo all’aumento delle quote associative per il finanziamento delle Federazioni Sportive Nazionali, visto che hanno visto calare in modo sensibile i contributi governativi.

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