carl grove

Su questo sito vi abbiamo parlato della piaga del doping nello sport. E vi abbiamo parlato anche di ciclisti centenari. Ma mai ci saremmo aspettati che la pratica del ciclismo nella terza età e l’uso di sostanza proibite potessero diventare argomento dello stesso articolo.
L’occasione ce la dà Carl Grove, statunitense dell’Indiana. A 90 anni è risultato positivo a un test anti doping.

Grove la scorsa estate ha partecipato ai Masters di ciclismo su pista degli USA. Era il più anziano tra i concorrenti e ha stabilito il record mondiale nello sprint, categoria tra i 90 e i 94 anni.

Nel test antidoping Grove è risultato positivo all’epitrenbolone, uno steroide anabolizzante. L’Agenzia Antidoping degli Stati Uniti (USADA) non ha avuto dubbi e gli ha tolto il titolo. Il ciclista non è stato però squalificato.

“Il giorno prima avevo fornito un campione pulito” ha detto Grove, che ha attribuito la positività al fatto di aver mangiato la sera prima carne proveniente da un allevamento dove gli animali sono cresciuti anche grazie all’uso di steroidi.

L’USADA non ha nemmeno preso in considerazione la tesi difensiva di nonno Carl. Ha per altro confermato che il test del giorno precedente era pulito. Ma ha anche fatto notare come Grove abbia usato un integratore che era contaminato con clomifene, un modulatore selettivo del recettore degli estrogeni. Si tratta di un’altra sostanza proibita.

Se a prima vista la notizia di un novantenne che fa uso di sostanze dopanti può apparire curiosa, anche divertente, con un attimo di riflessione si intuirà facilmente come sia invece un segnale assolutamente preoccupante della disinvoltura con cui si cercano aiuti chimici nello sport amatoriale.

Video intervista a Carl Grove

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