Lance Armstrong

Della vicenda di Lance Armstrong si pensava di sapere tutto e il contrario di tutto.
Qualche tempo fa, vi avevamo raccontato del fair play con cui Armstrong aveva reagito agli insulti di diversi avventori di un ristorante di Denver (Colorado, USA) dove risiede.

In quell’occasione Armstrong, dopo aver prudentemente lasciato il ristorante, aveva chiamato e chiesto al direttore di addebitare la sua carta di credito con il conto di tutti i presenti. E commentato: “Li capisco…”.

Quando pubblicammo l’articolo, ci chiedemmo in effetti come mai Armstrong si era rivelato così brillante. Da un punto di vista strettamente teorico, doveva essere finanziariamente rovinato.

In una intervista a CNBC, Lance Armstrong ha recentemente rivelato che non è affatto rovinato. L’ex ciclista ha confessato che un investimento in Uber, che si è rivelato “troppo buono per essere vero”, ha “salvato” la sua famiglia.

Stando alla stampa economica degli Stati Uniti, nel 2009 Armstrong ha investito 100.000 dollari in un’idea di Chris Sacca, un giovane finanziere di origine italiana. Sacca (classe 1975) era diventato ricco scoprendo una falla nel sistema di funzionamento di un sistema elettronico di trading in borsa. Era partito nel 1998 con una cifra che si stima fosse tra i 10 e i 20.000 dollari e l’aveva trasformata in 12 milioni entro il 2000.

Con i soldi raccolti da diversi finanziatori, tra cui ovviamente Armstrong, Sacca ha creato Lowercase Capital. Lo scopo sociale di Lowercase era raccogliere il cosiddetto venture capital per supportare le startup più interessanti.

Si dà il caso che Lowercase Capital sia l’azienda che ha raccolto i capitali che hanno fatto nascere, tra gli altri, Twitter e Uber. E proprio in Uber sono finiti i 100.000 dollari di Lance.

All’epoca Uber valeva 3.7 milioni e nel 2019 l’ex startup, oggi multinazionale, potrebbe sbarcare in borsa. A quel punto, lo stimano le banche d’affari Goldman Sachs e Morgan Stanley, il valore del capitale sarà pari a 120 miliardi di dollari.

Benché l’entourage di Armstrong e Uber non abbiano confermato questi dettagli, il sito del canale televisivo Bloomberg si è messo a fare qualche conto e ha scoperto che l’investimento da 100.000 dollari fatto da Armstrong nel 2009 ha prodotto, al netto di tasse e commissioni, oltre 20 milioni.

“Quando ho investito nell’idea di Sacca” è quanto Lance Armstrong ha ammesso”Non sapevo nemmeno che fosse coinvolto in Uber“.

L’intervista di Lance Armstrong a CNBC

Per la cronaca, nel 2009 Lance Armstrong si era appena piazzato terzo al Tour de France, corsa che aveva vinto ogni anno dal 1999 al 2005. Aveva deciso di tornare alla corse nel 2008, come risposta a tutte le accuse di doping che gli erano piovute addosso fin dal 2004.

Squalificato a vita nel 2012, Armstrong ammise le sue responsabilità in una intervista con Oprah Winfrey nel 2013.

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