Ci chiedevamo tempo fa se fosse corretto giudicare i cosiddetti e-sport (sostanzialmente, i video game) come discipline agonistiche a tutti gli effetti. Questo al di là dell’evidente resa economica, visto che i campionati di e-sports rendono annualmente 400 milioni di dollari.

La E-Sports World Convention (ESWC) si incarica, dalle 3 alle 5 volte all’anno e nei 5 Continenti, di mettere assieme i migliori giocatori del mondo e (lo si legge sul sito ufficiale) i loro tifosi. Dell’organizzazione si occupa Webedia

A sdoganare gli e-sport come eventi agonistici avevano già pensato gli organizzatori degli Asian Games (una sorta di Mini Olimpiade riservata agli atleti dell’Asia), che li hanno inseriti nel programma dell’edizione 2022. Gli organizzatori dei Giochi 2024, che si terranno a Parigi, stanno facendo adeguata pressione sul CIO (Comitato Olimpico Internazionale) per avere questi sport elettronici nel programma.

Da oggi c’è di più. La Major League Baseball (MLB; riunisce American League e National League, i maggiori campionati professionistici di baseball del mondo) ha aperto, all’interno del suo ramo che si occupa di tecnologia digitale (MLB Advanced Media), la sezione dedicata ai video game.

A capo della sezione, con il ruolo di Vice Presidente, c’è Jamie Leece. E non fa mistero del suo interesse: “Siamo molto attenti al coinvolgimento dei tifosi. Diciamo che, a questo punto, si tratta solo di decidere quando è il momento giusto per entrare”.

Leece al momento crede più nel potenziale che un video game MLB rappresenta a livello di vendite. Gli esempi di FIFA 18 (calcio), NBA 2K (basket) e NHL 18 (hockey) sono lì a ingolosirlo. E il dato sul giro d’affari mondiale è assolutamente impressionante: 2.2 miliardi di dollari.
Più cauto si rivela sull’idea che le competizioni basate su un gioco MLB possano generare profitti.
“Sono convinto che gli e-sport siano davvero agli inizi. Noi continueremo a monitorare la scena. Dobbiamo tutti cercare di imparare dai fan e capire cos’è che vogliono veramente vedere”.

Gli americani in generale hanno un vantaggio competitivo su noi europei: tutti i principali sviluppatori di video game hanno sede a Los Angeles. L’area metropolitana conta qualcosa come 331 aziende del settore.

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