Siamo tutti cresciuti pensando che le riprese video di un evento sportivo riguardassero solo le azioni di gioco. Poi sono arrivate le cosiddette moviole. Prima sono state una curiosità per il pubblico. Poi, vedi la VAR nel calcio italiano, sono diventate capaci di influire sulle decisioni degli arbitri.

Il futuro delle riprese video però potrebbe non essere più così vicino all’azione di gioco.
Prima di lanciare Lancealot, una piattaforma di creatori di contenuto sportivo, i suoi fondatori hanno commissionato un’indagine. Quel che hanno scoperto è sorprendente: negli Stati Uniti, in Europa e Cina il pubblico vuole essere sempre più vicino al suo sport preferito. Ma non necessariamente all’azione di gioco. Il tifoso di oggi vuole essere immerso nella cultura e conoscere le abitudini dei suoi giocatori preferiti. Magari avvicinandoli il più possibile.
Il video sotto è lo sviluppo dell’immagine di copertina (di Joe Robbins/Getty Images) e dimostra come il piccolo tifoso sia più interessato a un selfie con la star LeBron James, che non il gioco.

Non stiamo lanciando un allarme. Il contenuto video dello sport conserva tutto il suo potenziale. Ma prima di realizzarlo è bene sintonizzarsi con quello che desiderano i tifosi. Non esistono più solo i problemi di lingua, ma sono nati i problemi di linguaggio. Un contenuto visivamente buono, potrebbe non suscitare l’interesse sperato, se non venisse realizzato con il linguaggio capace di parlare al target di riferimento.

Secondo Lancealot, gli stessi atleti diventeranno nel prossimo futuro i veri produttori di contenuti video. E dovranno essere loro a preoccuparsi di realizzarli con il linguaggio corretto. O almeno, nel linguaggio capace di arrivare direttamente ai tifosi.

Quale futuro per i contenuti video?

Appare evidente come Lancealot ritenga di essere la soluzione ai problemi di chi vorrà realizzare video davvero originali. Ma il potenziale rivoluzionario che si trova nei risultati della ricerca è innegabile. Forse il modo di raccontare lo sport sta cambiando davvero e per sempre.

Non è poi assolutamente da sottovalutare il fatto che, oltre ai contenuti video, a cambiare siano anche i mezzi per distribuirli. I social media possono davvero soppiantare le televisioni (tradizionali e web) per la loro formidabile capacità di arrivare con precisione al target ricercato.

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