trasparenza nell'interesse degli atleti nella boxe olimpica

La boxe non sarà esclusa dalle Olimpiadi del 2020, ma nuove regole saranno implementate per garantire la trasparenza, sia dei tornei qualificatori che della competizione olimpica in sè. Lo ha reso noto il Comitato Olimpico Internazionale (CIO).

Il CIO ha varato un’apposita task force con lo scopo di integrare la normativa dell’organo di governo della boxe (AIBA, International Boxing Association). Al primo posto dell’elenco di obiettivi della task force c’è la trasparenza. Non a caso, i risultati parziali dei combattimenti verranno resi noti alla fine di ogni round. La task force avrà anche il compito di selezionare arbitri e giudici. Il curriculum di ogni arbitro o giudice eleggibile verrà certificato da Pricewaterhouse Coopers.

La trasparenza è un obiettivo, anche per garantire la tutela degli interessi degli atleti.
“Il nostro compito era garantire che gli eventi in programma ai Giochi Olimpici si disputassero, ma sempre tenendo presente che gli atleti vanno tutelati” ha spiegato Morinari Watanabe, che presiede la task force “Per questo i cambiamenti che potessero avere un impatto sui pugili sono stati limitati, ma l’obiettivo della trasparenza ha guidato tutta la nostra azione”.

La conferenza stampa di Morinari Watanabe

Ha detto l’australiana Shelley Watts, che ha gareggiato a Rio e ora è rappresentante degli atleti: “Chiarezza, trasparenza e integrità sono le qualità alla base della boxe. C’era bisogno di cambiamenti, noi ci siamo assicurati che le modifiche regolamentari in vigore dal 2019 non avessero un impatto sui pugili”.

Dopo le Olimpiadi di Tokyo il CIO esaminerà la spinosa vicenda del riconoscimento dell’AIBA.

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