Le Nike con la bandiera Betsy Ross sul tallone

Nike pensava che fosse una grande idea. Per celebrare l’Independence Day, il 4 luglio la multinazionale ha lanciato una nuova versione delle sue sneakers Air Max 1. La calzatura si chiama Quick Strike Fourth of July e sul tallone riporta la versione della bandiera a stelle e strisce Betsy Ross, con 13 stelle disposte in cerchio. Le stelle stanno a simboleggiare i primi 13 stati dell’Unione, nata proprio dopo la Dichiarazione d’Indipendenza del 4 luglio 1776.

Betsy Ross è rimasta in uso dal 1777 al 1795, ma c’è una cosa che Nike non aveva evidentemente considerato: la bandiera era il simbolo dell’American Nazi Party e i gruppi di suprematisti bianchi hanno continuato ad usarla.

A riportare l’attenzione di Nike su Betsy Ross ci ha pensato il suo testimonial Colin Kaepernick. L’ormai ex quarterback dei San Francisco 49ers di football è noto per aver dato il via alla protesta sull’inno americano che precede le partite.
“Si tratta di un simbolo considerato offensivo da tutti gli afroamericani” ha detto Kaepernick.

Nike ha reagito prontamente, ritirando la scarpa dal mercato. Senza alimentare ulteriormente le polemiche, l’azienda ha reso noto di aver deciso di non vendere le Air Max 1 Quick Strike e ha fatto riferimento a Betsy Ross come a “una vecchia versione della bandiera americana”.

Come si dice, il rimedio si è rivelato peggiore del male. Il Governatore dell’Arizona Doug Ducey (Repubblicano) ha definito la decisione di Nike di ritirare le sneakers dal mercato “imbarazzante”.
Ha aggiunto Ducey: “Se Betsy Ross per Nike non vale nulla, ritiriamo il contributo da un milione al nuovo stabilimento Nike”.

Lo stabilimento sorgerà comunque. E Nike sottolinea: “andrà a creare 500 nuovi posti di lavoro”.

Le Air Max 1 Quick Strike, da parte loro, sono arrivate ad avere una quotazione di 2.500 dollari sul sito StockX

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