Giacomo Bertagnolli è nato a inizio 1999 a Cavalese (Trento). Nonostante sia nato con un’atrofia del nervo ottico, a 2 anni ha iniziato a sciare. Sul suo sito si definisce “un ragazzo appassionato di sport che, dal 2012, ha voluto intraprendere la strada dello sci alpino agonistico”.
Parliamo dell’atleta che ha riportato l’Italia sul podio dei Giochi Paralimpici, con successo crescente: è arrivato terzo nella discesa libera, secondo nel super gigante e primo nello slalom gigante.

Nello sci paralimpico ci sono 3 raggruppamenti a secondo della disabilità: standing (gli atleti con disabilità a una gamba o agli arti superiori), sitting (gli atleti che competono seduti dentro una sorta di guscio) e visually impaired (atleti che vedono meno di un decimo per occhio o sono completamente ciechi).
Gli atleti ipovedenti sciano grazie a una guida, che li precede lungo la pista. Sciatore e guida comunicano tramite un interfono.

La prima guida di Bertagnolli è stato Marcellino Degiampietro nel 2013.
“Abbiamo fatto allenamento sulle piste dell’Alpe Lusia, tra Moena e Bellamonte, talvolta tracciando noi, talvolta utilizzando i tracciati delle squadre che si allenavano lassù…non è stato facile cercare un po’ di velocità e contemporaneamente far girare gli sci dove era necessario”.

Nel 2014, su suggerimento della società Sportabili di Predazzo, Bertagnolli si affida alla guida (“e mentore…per poter scendere insieme tra i pali ci vuole grande intesa”) Achille Crispino.
La stagione 2014-2015 è quella della svolta. Giacomo passa ben 52 giornate fuori casa, ma esordisce in Coppa del Mondo e partecipa ai Mondiali in Canada.

Durante la stagione 2015-2016 Crispino si infortuna. Resta a fianco di Bertagnolli come responsabile organizzativo e tecnico, ma non può più essere la guida. Lo sostituisce Fabrizio Casal, un coetaneo di Giacomo.
Al suo fianco iniziano i grandi risultati. Bertagnolli si aggiudica alla fine della stagione la Coppa del Mondo. Nel 2017 al Mondiale di Tarvisio arrivano un oro (combinata), un argento (slalom gigamnte) e un bronzo (super gigante).

La storia di Giacomo Bertagnolli inizia ben prima di quando tutti noi lo abbiamo scoperto.
Dopo i successi a Pyeong Chang, non a caso Giacomo ha subito pensato a chi gli è stato vicino sempre: “Le prime 2 persone che mi sono venute in mente sono mia sorella, che chiede sempre poco e mi dà sempre tanto, e Fabrizio che mi guida”.

Bertagnolli e gli altri

Oltre alle 3 medaglie di Bertagnolli, l’Italia ha conquistato con Manuel Pozzerle un argento nello snowboard per atleti con disabilità agli arti superiori. Attraverso il nostro profilo Facebook potete seguire gli aggiornamenti sugli azzurri tramite l’hashtag #PyeongChangParalympics.

 

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