Vi parliamo naturalmente dell’Olimpiade, ma non strettamente dei risultati che provengono dai campi di gara.
La delegazione della Nord Corea è composta da 473 persone. A guidarla c’è Kim Yo Jong, sorella minore del leader Kim Jong Un (nella foto di copertina, di Matthias Hangst/Getty Images, si riconosce anche il Vice Presidente USA Mike Pence). Nonostante questo, non è per niente da escludere che ci siano defezioni allo scopo di rimanere in Corea del Sud. D’altra parte, il numero delle persone in fuga dal regime ha superato quota 31.000. Lo dice la North Korean Refugees Foundation.

Choi Hyun Mi (classe 1990), campionessa mondiale di pugilato WBA nella categoria superpiuma (15 vittorie su 15 incontri, 3 per K.O.), ha iniziato (a 9 anni!) la sua carriera in Corea del Nord. Ha raccontato che inizialmente combatteva perché il regime rifornisse di riso la sua famiglia. Ma per la verità, dalla sua biografia leggiamo che il padre era un privilegiato del regime.
Choi avrebbe dovuto rappresentare la Corea del Nord alle Olimpiadi del 2008, ma all’ultimo momento la boxe femminile venne esclusa dal programma. Con la sua famiglia, è fuggita in Corea del Sud attraverso la Cina. Si è imposta col soprannome Defector Girl Boxer (più o meno: la pugile transfuga)
Choi si è detta dubbiosa sul fatto che atleti nord coreani possano cercare asilo politico: “Prenderebbero in ostaggio le loro famiglie”.

Choi Hyun Mi

L’ipotesi della richiesta di asilo è stata in qualche modo incoraggiata proprio dal Vice Presidente degli Stati Uniti Mike Pence che ha invitato Ji Seong-ho, un esule nord coreano, ad assistere al discorso sullo Stato dell’Unione del Presidente Trump. Con Ji presente (e commosso), Trump ha reso omaggio alla sua vita di stenti (“la tua vita è ispirazione per tutti noi”, dice nel video sotto) e all’incidente che Ji ha avuto da ragazzo, mentre saltava da un vagone a un altro di un treno, che lo ha reso disabile. “La tua storia è testimonianza di cosa la gente è disposta a fare per la libertà” ha detto Trump, commentando la storia della fuga, durante la quale Ji rischiò di annegare nel fiume Tumen, al confine con la Cina.

Negli Stati Uniti qualcuno ha immediatamente fatto ironia, lanciando su Reddit una notizia palesemente falsa: “NBC ha dato notizia, con un servizio firmato Kristen Welker, del fatto che 2 atleti nord coreani hanno chiesto asilo alla delegazione statunitense”.
Welker è una delle star di NBC e non ha mai fatto il servizio. Lo si poteva capire dal prosieguo del post: “La Corea del Nord risponde che loro accoglieranno Peter Strzok e Lisa Page”.
Strzok è l’agente FBI del famoso Russia Gate di Trump e Page è la sua amante.

Per altro, una vera gaffe NBC l’ha commessa. Durante la telecronaca della cerimonia d’apertura, un suo analista ha rischiato di provocare un incidente diplomatico dichiarando che il periodo di occupazione giapponese (19101945) è da ritenersi “positivo” per la Corea.

Olimpiade millenial

Gli Stati Uniti naturalmente fanno parlare anche sui campi di gara. La loro prima medaglia è arrivata da Redmond Gerard nello slopestyle (una specialità dello snowboard: si realizzano salti e acrobazie in discesa). Nato il 29 giugno del 2000, Gerard è il primo atleta venuto al mondo in questo secolo a vincere un oro alle Olimpiadi invernali. Si tratta anche del più giovane rappresentante degli Stati Uniti a vincere un oro dal 1928.
Redmond è seguito ai Giochi da ben 18 membri della sua famiglia.

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