Algoritmi, intelligenza artificiale e social media sono una combinazione formidabile per chi si occupa di comunicazione. Ma rischiano a volte di trasformarsi nelle classiche armi a doppio taglio. E’ successo ad Adidas e alla squadra di calcio dell’Arsenal di Londra.

I Gunners e la multinazionale tedesca hanno firmato un accord di sponsorizzazione da 5 anni. Che è molto ricco: all’Arsenal vanno circa 68 milioni di euro a stagione.

Adidas ovviamente ha investito molto nella campagna di comunicazione. A cominciare da un video che presenta le maglie per la stagione 2019-2020 e nel quale appaiono campioni del presente e del passato dell’Arsenal.

La campagna social prevedeva anche la possibilità per i tifosi di creare una lor maglia virtuale. Ed è, che è cascato il proverbiale asino.

I tifosi sono stati incoraggiati a condividere l’hashtag #DareToCreate. Questo permetteva all’algoritmo di creare una maglia con, al posto del nome del calciatore che va sulla schiena, quello dell’account Twitter dal quale proveniva il post. L’immagine, assieme al messaggio “this is home. Welcome the squad”, finiva automaticamente sul profilo di AdidasUK.

L’azienda non aveva fatto i conti con la pericolosissima minoranza di odiatori che pascola nelle praterie di Twitter. Capito il giochino, gli haters ci hanno messo poco a creare profili offensivi, primo tra tutti GasAllJews.

I tweet offensivi sono stati rimossi e l’Adidas assicura di aver anche disattivato l’algoritmo. Ovviamente Twitter sta effettuando un’indagine.

Arsenal, la reazione

L’Arsenal non ha usato mezzi termini: “Condanniamo totalmente l’uso di questo tipo di linguaggio, che non trova posto in nessun modo nel nostro sport e nella nostra società”.

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